"Obitorio, irriconoscibile un corpo lasciato al caldo". Iren nega
Redazione Online
|13 anni fa

AGGIORNAMENTO DELLE 18 – Iren nega che ci siano state anomalie nella procedura di trattamento del corpo arrivato la sera del 2 febbraio. “Alle 21,30 è stato portato all’obitorio del cimitero – spiega l’azienda – e su richiesta dell’autorità competente è stato posto in sala di osservazione, come previsto dal regolamento di polizia mortuaria. Infatti per legge non può essere messo in cella frigorifera per 24 o addirittura 48 ore, salvo casi eccezionali. E in quella stanza non c’è riscaldamento. A meno di 36 ore dal suo arrivo è stato messo in cella frigorifera e l’autopsia effettuata il 6 di febbraio, con attestazione della causa di morte da parte del medico. Dal nostro punto di vista le operazioni sono state lineari”.
NOTIZIA DELLE 12.30 – “Hanno lasciato il corpo di mio fratello per giorni fuori dalla cella frigorifera in attesa dell’autopsia, non abbiamo potuto neppure rivederlo a causa delle condizioni in cui era ridotto”.
E’ il contenuto della denuncia presentata ai carabinieri di Fiorenzuola dalla famiglia di un uomo di 36 anni, scomparso a inizio febbraio: il fatto sarebbe accaduto all’obitorio del cimitero di Piacenza, dove vengono conservati i cadaveri in attesa degli esami autoptici. Il 2 febbraio il 36enne è stato trovato morto nel garage di casa a Fiorenzuola e il corpo è stato portato nella struttura cittadina in attesa dell’autopsia. Ma secondo quanto sostengono i familiari non è stato possibile effettuare compiutamente l’esame per lo stato in cui si trovava dopo alcuni giorni passati non nella cella frigorifera, ma in una stanza normalmente riscaldata. Un fatto su cui i carabinieri di Fiorenzuola stanno effettuando approfondimenti. La famiglia sta inoltre pensando di denunciare il Comune di Piacenza, responsabile della struttura, e Iren, che la gestisce.
Proprio a questi due soggetti è giunta nei giorni scorsi una lettera dell’Igiene pubblica dell’Asl: nel corso di un’ispezione successiva alla denuncia (già programmata e non legata al fatto) sono stati riscontrati diversi problemi, che l’azienda sanitaria ha invitato a sistemare nel più breve tempo possibile. Per il momento, però, non sono state emesse sanzioni né presi altri provvedimenti.
E’ il contenuto della denuncia presentata ai carabinieri di Fiorenzuola dalla famiglia di un uomo di 36 anni, scomparso a inizio febbraio: il fatto sarebbe accaduto all’obitorio del cimitero di Piacenza, dove vengono conservati i cadaveri in attesa degli esami autoptici. Il 2 febbraio il 36enne è stato trovato morto nel garage di casa a Fiorenzuola e il corpo è stato portato nella struttura cittadina in attesa dell’autopsia. Ma secondo quanto sostengono i familiari non è stato possibile effettuare compiutamente l’esame per lo stato in cui si trovava dopo alcuni giorni passati non nella cella frigorifera, ma in una stanza normalmente riscaldata. Un fatto su cui i carabinieri di Fiorenzuola stanno effettuando approfondimenti. La famiglia sta inoltre pensando di denunciare il Comune di Piacenza, responsabile della struttura, e Iren, che la gestisce.
Proprio a questi due soggetti è giunta nei giorni scorsi una lettera dell’Igiene pubblica dell’Asl: nel corso di un’ispezione successiva alla denuncia (già programmata e non legata al fatto) sono stati riscontrati diversi problemi, che l’azienda sanitaria ha invitato a sistemare nel più breve tempo possibile. Per il momento, però, non sono state emesse sanzioni né presi altri provvedimenti.
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