Operazione antitruffa in Valtrebbia: altro arresto. Interrogatori in corso
Redazione Online
|12 anni fa

Cresce il numero delle persone coinvolte nella maxi inchiesta sulle truffe alle assicurazioni partita dalla Valtrebbia: sabato i carabinieri di Rivergaro hanno eseguito un altro arresto, che fa salire a 18 il numero di misure cautelari emesse finora dalla Procura di Piacenza. Associazione a delinquere finalizzata alla truffa, falso in atto pubblico, fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e della propria persona: queste sono alcune delle accuse, rivolte a differente titolo, ai membri di quella che sembrerebbe configurarsi come una vera e propria rete, volta a organizzare falsi incidenti stradali per incassare e spartire i risarcimenti.
Un sistema messo in atto da diversi professionisti, avvocati, medici, periti, con l’ausilio di persone disposte a prender parte alla messinscena, previo compenso. Proprio nella zona della Valtrebbia, dove è nata l’inchiesta, si sarebbero verificati i primi episodi sospetti: il lavoro degli inquirenti, diretti dal pubblico ministero Emilio Pisante, si è poi allargato alla Valnure e oltre i confini provinciali, nella bassa Lombardia. Le indagini intanto proseguono a pieno ritmo per delineare i contorni della dimensione del raggiro: sarebbero un centinaio i casi appurati fino ad oggi e la cifra potrebbe estendersi ancora.
Pare che alcuni degli arrestati avessero un ruolo di primo piano nell’organizzazione, sostenuto dalla disponibilità di disoccupati e sbandati a fingersi vittime di incidenti inesistenti.
Le 11 persone agli arresti domiciliari sono state le prime a comparire davanti al giudice per le indagini preliminari Elena Stoppini: gli interrogatori di garanzia sono iniziati questa mattina e proseguiti nel pomeriggio.
Colloqui dalla durata di circa un’ora ciascuno, in cui è stata chiarita la posizione degli indagati. Ancora massimo riserbo da parte della Procura, che potrebbe rendere noti i dettagli dell’inchiesta nei prossimi giorni. Gli interrogatori proseguiranno nella giornata di domani, quando saranno ascoltate le persone coinvolte nelle indagini e recluse nella casa circondariale di Piacenza.
Un sistema messo in atto da diversi professionisti, avvocati, medici, periti, con l’ausilio di persone disposte a prender parte alla messinscena, previo compenso. Proprio nella zona della Valtrebbia, dove è nata l’inchiesta, si sarebbero verificati i primi episodi sospetti: il lavoro degli inquirenti, diretti dal pubblico ministero Emilio Pisante, si è poi allargato alla Valnure e oltre i confini provinciali, nella bassa Lombardia. Le indagini intanto proseguono a pieno ritmo per delineare i contorni della dimensione del raggiro: sarebbero un centinaio i casi appurati fino ad oggi e la cifra potrebbe estendersi ancora.
Pare che alcuni degli arrestati avessero un ruolo di primo piano nell’organizzazione, sostenuto dalla disponibilità di disoccupati e sbandati a fingersi vittime di incidenti inesistenti.
Le 11 persone agli arresti domiciliari sono state le prime a comparire davanti al giudice per le indagini preliminari Elena Stoppini: gli interrogatori di garanzia sono iniziati questa mattina e proseguiti nel pomeriggio.
Colloqui dalla durata di circa un’ora ciascuno, in cui è stata chiarita la posizione degli indagati. Ancora massimo riserbo da parte della Procura, che potrebbe rendere noti i dettagli dell’inchiesta nei prossimi giorni. Gli interrogatori proseguiranno nella giornata di domani, quando saranno ascoltate le persone coinvolte nelle indagini e recluse nella casa circondariale di Piacenza.
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