Otto istituti comprensivi da 1.100 studenti: rivoluzione della rete scolastica in città
Redazione Online
|3 anni fa

Otto istituti comprensivi al posto delle attuali nove direzioni didattiche.
La riorganizzazione in verticale della rete scolastica urbana – dalle Materne alle Medie, stiamo parlando di quasi novemila bambini e ragazzi – annunciata a pochi giorni dal suo insediamento dall’assessore Mario Dadati adesso è nero su bianco.
Esiste un’ipotesi, consegnata da Palazzo Mercanti ai presidi piacentini, che indica come intenzione prevalente la costituzione di otto istituti.
Una rivoluzione, sulla quale stanno lavorando Comune, dirigenti e Ufficio scolastico, prima di arrivare al fronte sindacale e, eventualmente, all’aula.
Piacenza è l’unica città dell’Emilia Romagna ad aver conservato la distinzione organizzativa tra Materne-primaria e Medie, con le nove attuali direzioni (Secondo, Terzo, Quarto, Quinto, Settimo e Ottavo Circolo sedi di infanzia e primaria, e, per le medie, Calvino, Frank-Alberoni-Nicolini, Dante-Carducci), mentre gli Istituti comprensivi, in provincia, sono una realtà da anni.
La media di studenti per istituto comprensivo nell’ipotesi a otto è pari a circa 1.100 unità.
La riorganizzazione in verticale della rete scolastica urbana – dalle Materne alle Medie, stiamo parlando di quasi novemila bambini e ragazzi – annunciata a pochi giorni dal suo insediamento dall’assessore Mario Dadati adesso è nero su bianco.
Esiste un’ipotesi, consegnata da Palazzo Mercanti ai presidi piacentini, che indica come intenzione prevalente la costituzione di otto istituti.
Una rivoluzione, sulla quale stanno lavorando Comune, dirigenti e Ufficio scolastico, prima di arrivare al fronte sindacale e, eventualmente, all’aula.
Piacenza è l’unica città dell’Emilia Romagna ad aver conservato la distinzione organizzativa tra Materne-primaria e Medie, con le nove attuali direzioni (Secondo, Terzo, Quarto, Quinto, Settimo e Ottavo Circolo sedi di infanzia e primaria, e, per le medie, Calvino, Frank-Alberoni-Nicolini, Dante-Carducci), mentre gli Istituti comprensivi, in provincia, sono una realtà da anni.
La media di studenti per istituto comprensivo nell’ipotesi a otto è pari a circa 1.100 unità.
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