Piacenza-Albstadt con una Harley del 1945L'esperienza del piacentino Davide Rizzi
Redazione Online
|12 anni fa

Piacenza-Albstadt, in Germania: 700 chilometri in moto. Sarebbe un’impresa ordinaria, alla portata di tanti motociclisti nostrani, se non fosse che la moto ha 68 anni e proviene direttamente dalla seconda guerra mondiale.
L’impresa è opera di Davide Rizzi che da Vigolo Marchese è partito in sella ad una Harley-Davidson WLA del 1945 con destinazione Albstadt, sede dei campionati del mondo di MTB, per andare a vedere la gara dell’amico Marco Aurelio Fontana.
La moto, abbandonata in Italia dopo il secondo conflitto mondiale e acquistata e restaurata da Davide, non è una moto qualunque: il cambio è al serbatoio, non ha la molla di ritorno dell’acceleratore, la frizione è a pedale e va azionata con il piede. Difficile guidarla, quindi, per i motociclisti d’oggi, abituati a ben altri stili di guida; un’impresa condurla per 700 chilometri attraverso Italia, Svizzera e Germania. Un’impresa riuscita: a parte qualche paura tante emozioni per il motociclista, che – partito con olio di riserva, fanali a pila per le gallerie, chiavi di ogni tipo e tanto fil di ferro – è arrivato alla meta in cinque ore. “Il viaggio – dice – è stato davvero un’emozione unica”.
L’impresa è opera di Davide Rizzi che da Vigolo Marchese è partito in sella ad una Harley-Davidson WLA del 1945 con destinazione Albstadt, sede dei campionati del mondo di MTB, per andare a vedere la gara dell’amico Marco Aurelio Fontana.
La moto, abbandonata in Italia dopo il secondo conflitto mondiale e acquistata e restaurata da Davide, non è una moto qualunque: il cambio è al serbatoio, non ha la molla di ritorno dell’acceleratore, la frizione è a pedale e va azionata con il piede. Difficile guidarla, quindi, per i motociclisti d’oggi, abituati a ben altri stili di guida; un’impresa condurla per 700 chilometri attraverso Italia, Svizzera e Germania. Un’impresa riuscita: a parte qualche paura tante emozioni per il motociclista, che – partito con olio di riserva, fanali a pila per le gallerie, chiavi di ogni tipo e tanto fil di ferro – è arrivato alla meta in cinque ore. “Il viaggio – dice – è stato davvero un’emozione unica”.
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