Premio Santa Maria Del Monte ad Astutillo Malgioglio
«In un mondo spesso distratto, ha scelto di non lasciare solo chi soffre. Lo fa senza clamore, accogliendo e accompagnando le persone con gravi disabilità, offrendo loro non solo assistenza ma dignità, amore, speranza»
Redazione Online
|2 ore fa

Astutillo Malgioglio
Il premio Solidarietà per la vita dedicato a Santa Maria Del Monte assegnato all'ex calciatore Astutillo Malgioglio. La consegna sarà affidata alla prefetta Patrizia Palmisani nella giornata di domenica 28 giugno, alla presenza del vescovo emerito Gianni Ambrosio.
A Malgioglio - ex calciatore di serie A, dove ha militato in Brescia, Roma, Lazio e Inter, piacentino, classe 1958, una laurea in Medicina -, è stato conferito il premio organizzato dalla Banca di Piacenza finalizzato a riconoscere atti e comportamenti di solidarietà umana per la promozione e la difesa della vita.

La decisione è stata assunta all’unanimità dalla Commissione giudicatrice riunita in Prefettura sotto la presidenza del Prefetto Patrizia Palmisani – rappresentata nell’occasione dal viceprefetto vicario Attilio Ubaldi, presente anche il capo di Gabinetto Claudio Giordano – e composta dal presidente della Banca di Piacenza Giuseppe Nenna (rappresentato dal vicedirettore generale Pietro Boselli e dalla Responsabile dell’Ufficio Soci e Relazioni esterne, Lorella Calza), da don Giuseppe Basini, vicario generale e rettore del Santuario del Monte, da Franco Albertini, sindaco di Alta Val Tidone, accompagnato dall’assessore Giovanni Dotti, e da Paola Farroni, ispettrice provinciale delle infermiere volontarie della Croce Rossa.
Questa la motivazione: «Fin da quando era calciatore in serie A, verso la fine degli anni Settanta, Astutillo Malgioglio, piacentino, classe 1958, una laurea in Medicina, ha sviluppato un fortissimo interesse verso i giovani meno fortunati. In particolare, da allora si occupa di ragazzi distrofici con difficoltà motorie. In un mondo spesso distratto, ha scelto di non lasciare solo chi soffre. Lo fa senza clamore, accogliendo e accompagnando le persone con gravi disabilità, offrendo loro non solo assistenza ma dignità, amore, speranza. Con mezzi propri, con sacrificio personale, con una dedizione che solo chi è animato da una profonda convinzione spirituale riesce a mantenere viva, facendola diventare una missione di vita. Non ha mai cercato onori e riconoscimenti, ma questi sono arrivati ugualmente. Uno su tutti: nel 2021 è stato insignito dal Presidente Sergio Mattarella del titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana «per il suo costante e coraggioso impegno a favore dell’assistenza e dell’integrazione dei bambini affetti da distrofia»».

