Pronto soccorso: aggrediti medici e infermieri. Allarme sicurezza
Redazione Online
|12 anni fa

Quattro aggressioni nel giro di pochi giorni. Al pronto soccorso di Piacenza è sempre più difficile lavorare per gli operatori medici e sanitari. Il primario Andrea Magnacavallo è preoccupato e lancia l’allarme.
Urla, minacce, insulti gravi. In due distinte occasioni anche lo schiaffo ad un’infermiera ed il tentativo di tirare un pugno in faccia ad una dottoressa.
Al Pronto Soccorso – dove si contano circa 54mila ingressi all’anno (compresi l’Oculistico e l’Ortopedico) – negli ultimi 15 giorni si sono registrati ben quattro episodi di violenze spesso e volentieri già al momento del triage, l’ingresso, prima ancora che gli autori di tali violenze arrivassero nella sala d’attesa. L’ultimo episodio si è consumato l’altra notte. In più di un’occasione è stata chiamata la polizia. Questa recente raffica di aggressioni ha suscitato preoccupazione anche tra gli stessi addetti ai lavori.
«Noi – afferma il primario del Pronto soccorso di Piacenza Andrea Magnacavallo – facciamo sempre del nostro meglio con i pazienti. Ci teniamo a precisare che operiamo al massimo delle nostre possibilità, e che i nostri tempi di attesa continuano ad essere in linea con gli orientamenti internazionali».
Urla, minacce, insulti gravi. In due distinte occasioni anche lo schiaffo ad un’infermiera ed il tentativo di tirare un pugno in faccia ad una dottoressa.
Al Pronto Soccorso – dove si contano circa 54mila ingressi all’anno (compresi l’Oculistico e l’Ortopedico) – negli ultimi 15 giorni si sono registrati ben quattro episodi di violenze spesso e volentieri già al momento del triage, l’ingresso, prima ancora che gli autori di tali violenze arrivassero nella sala d’attesa. L’ultimo episodio si è consumato l’altra notte. In più di un’occasione è stata chiamata la polizia. Questa recente raffica di aggressioni ha suscitato preoccupazione anche tra gli stessi addetti ai lavori.
«Noi – afferma il primario del Pronto soccorso di Piacenza Andrea Magnacavallo – facciamo sempre del nostro meglio con i pazienti. Ci teniamo a precisare che operiamo al massimo delle nostre possibilità, e che i nostri tempi di attesa continuano ad essere in linea con gli orientamenti internazionali».
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