Pronto Soccorso, più sicurezza con dispositivi di allarme e nuovo triage
L'Ausl di Piacenza rassicura utenti e operatori dopo l'aggressione di due infermiere. "E' stato durante un picco di afflusso ma è l'aerea più presidiata e lo sarà ancor di più"
Redazione Online
|1 ora fa

Uno scorcio dell'ospedale di Piacenza
Nella notte tra l’1 e il 2 giugno due infermiere del triage del Pronto Soccorso di Piacenza sono state vittime di un’aggressione durante il proprio turno di lavoro, al termine di giornate caratterizzate da un afflusso particolarmente elevato di utenti. Un episodio che ha suscitato indignazione e preoccupazione tra gli operatori e che richiama ancora una volta l’attenzione su un fenomeno che coinvolge i servizi di emergenza-urgenza in tutta Italia.
Nei giorni precedenti - segnala una nota dell’Ausl - il Pronto Soccorso ha registrato alcuni dei più elevati livelli di afflusso dall’inizio dell’anno, con una pressione assistenziale particolarmente intensa per gli operatori.
L’Azienda si dice «pienamente consapevole delle difficoltà che caratterizzano questa attività e dell’impegno richiesto ai professionisti che vi operano».
«Proprio per questo motivo – evidenzia Francesco Maserati, direttore Programmazione e controllo risorse - pur nel contesto della nota carenza di personale infermieristico che interessa l’intero sistema sanitario nazionale, il Pronto Soccorso continua a rappresentare una delle aree maggiormente presidiate dalla nostra organizzazione. Negli ultimi anni l’Azienda ha continuato a investire sul rafforzamento delle risorse professionali destinate all’area dell’emergenza-urgenza; il turnover del personale è stato integralmente sostituito e circa il 50% degli infermieri recentemente assegnati dalle graduatorie aziendali è stato destinato all’ambito emergenza-urgenza. Sono inoltre state programmate le necessarie sostituzioni per garantire il diritto alle ferie e la continuità dei servizi durante il periodo estivo».
L’Azienda – continuala nota - riconosce tuttavia che «il tema non può essere affrontato esclusivamente sul piano numerico».
«Sul fronte della sicurezza degli operatori – aggiunge Giampietro Scaglione, direttore Servizio Prevenzione e Protezione - è stata completata una fase di sperimentazione di dispositivi di allarme personale, che ha consentito di individuare le soluzioni tecniche più idonee. Sono ora in corso gli ulteriori passaggi necessari per la loro implementazione».
Per quanto riguarda gli spazi, è confermato il progetto di riqualificazione dell’area triage.
«L’Azienda continua inoltre a garantire – aggiunge Scaglione - percorsi di supporto e sostegno rivolti al personale, nella consapevolezza che il benessere degli operatori rappresenta una condizione essenziale per assicurare cure sicure e di qualità».
Nei prossimi giorni è già programmato un confronto con il Servizio prevenzione e protezione e con l’Ufficio tecnico per approfondire ulteriormente le criticità segnalate e individuare possibili azioni di miglioramento.

