Rampe di accesso al fiume Po, i proprietari pagheranno un contributo
Redazione Online
|11 anni fa

Per accedere al Po, attraversando una delle 700 rampe che costeggiano gli argini in Emilia-Romagna, bisogna pagare. È questa l’ultima sgradita sorpresa che si sono visti recapitare decine di proprietari degli accessi al Grande Fiume, il cui turismo fluviale è stato drasticamente ridotto già dalla Legge Regionale del 7 novembre 2012, la quale, come dimostrato dal report della Polizia provinciale, ha portato numerosi pescatori a scegliere le meno “multabili” sponde lombarde e lodigiane al posto di quelle piacentine.
Come non bastasse, è arrivata la richiesta del Servizio tecnico dei bacini degli affluenti del Po di un contributo ai proprietari delle rampe. Si tratta precisamente di multiproprietà, spesso condivise da privati, pescatori, ristoratori e cittadini, ai quali la Regione ha chiesto un unico contributo che sarà destinato – pare – al settore sanità.
Come non bastasse, è arrivata la richiesta del Servizio tecnico dei bacini degli affluenti del Po di un contributo ai proprietari delle rampe. Si tratta precisamente di multiproprietà, spesso condivise da privati, pescatori, ristoratori e cittadini, ai quali la Regione ha chiesto un unico contributo che sarà destinato – pare – al settore sanità.
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