"Ricordare per evitare che riaccada": Piacenza omaggia i suoi caduti in tutte le guerre
Redazione Online
|1 anno fa

Ricordare, augurandosi che certe tragedie non accadano mai più, in luoghi purtroppo ancora colpiti da violenza e morte. Con questo messaggio di speranza si è tenuta stamattina, venerdì 18 ottobre, la cerimonia commemorativa nazionale a ricordo e
in memoria dei Caduti e dispersi di tutte le guerre, organizzata dal comitato provinciale e dalla sezione Alpini di Piacenza.
in memoria dei Caduti e dispersi di tutte le guerre, organizzata dal comitato provinciale e dalla sezione Alpini di Piacenza.
Mattinata che si è aperta con il ritrovo dei partecipanti davanti al monumento dedicato ai 620 Caduti piacentini in terra di Russia a Barriera Genova vicino al Liceo Respighi, l’alzabandiera da parte del servizio d’ordine Ana) e la deposizione del cesto di girasoli al monumento dedicato ai Caduti con le autorità del territorio e il coro degli studenti del Respighi che ha intonato canti alpini.
La cerimonia è proseguita con il saluto del vicesindaco di Piacenza Matteo Bongiorni, del brigadiere generale Daniele Durante, direttore del Polo Nazione rifornimenti e del presidente Nazionale Anfcdg, Giuseppe Digiannantonio, arrivato appositamente da Roma scortando il medagliere nazionale.
Quindi, la consegna delle Croci al merito di guerra ai famigliari del soldato Ernesto Carini, nato a Carpaneto il 19 settembre 1922, donata alla nipote Anna Maria e del soldato Ernesto Guarnieri, nato negli Stati Uniti il 10 febbraio 1921. A ritirare la seconda Croce è giunto fin da Springfield negli Stati Uniti Ronald Del Gizzi con la figlia Adriana, chiamato dal piacentino Giuliano Callegari e presente alla cerimonia con gli amici di lunga data Andrea e Guido Bosi e Stefania Agnelli.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Allerta meteo, vento e forti temporali in arrivo il 2 giugno
2.
Aggressione a Pascai, il mea culpa dei Lyons: «Un errore invitare una band politicizzata»
3.
Maltempo con vento e grandine in tutta la provincia: video e foto
4.
Chicchi di grandine “mai visti così”: flagellate l'alta Val Nure e la Val d'Aveto, ma anche il Lodigiano














