Riforma istituti tecnici, proclamato lo stato di agitazione
«Siamo di fronte a un “pasticciaccio” normativo»
Elisabetta Paraboschi
|1 ora fa

Studenti all'opera
I sindacati alzano le barricate contro la riforma degli istituti tecnici che dovrebbe entrare in vigore in settembre e proclamano lo stato di agitazione. A Piacenza subito dopo Pasqua, la Flc Cgil organizzerà una serie di assemblee capillari in tutti gli istituti del territorio: «Andremo nelle scuole per parlare direttamente con le lavoratrici e i lavoratori, informandoli sui rischi reali di questo riordino e preparando insieme ogni forma di resistenza necessaria a tutela della dignità del lavoro e del diritto allo studio» assicura il segretario Giovanni Zavattoni. «Non è pensabile intervenire sempre a gamba tesa sulla scuola senza valutare le conseguenze delle scelte che si fanno» rincara la dose la segretaria di Cisl Scuola Piacenza Paola Votto.
A livello nazionale, i sindacati sono scesi in campo con due comunicati separati: la Flc Cgil chiede il rinvio di un anno della riforma definita «inutile e dannosa», mentre Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief si rivolgono al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per chiedere di essere convocati per il tentativo di conciliazione previsto per legge.
«Siamo di fronte a un “pasticciaccio” normativo - tuona Zavattoni - la recente circolare 1397/2026 tenta tardivamente di correggere i tagli della riforma invitando le scuole a usare la propria autonomia per “reintrodurre” le ore sacrificate. È un paradosso inaccettabile che calpesta l’autonomia costituzionale degli istituti, scaricando sui Collegi Docenti la responsabilità di evitare soprannumeri causati dal Ministero stesso. La Flc Cgil chiede quindi un emendamento urgente al DL 19/2026 per far slittare l’avvio della riforma al 2027, impedendo che la gestione degli organici si trasformi in un caos ingestibile per i lavoratori».

