«Riforma tiro a segno, Piacenza non perda un presidio di legalità»
Burgio (Fn): «A Piacenza negli anni è stato costruito un patrimonio di professionalità, volontariato, esperienza e credibilità»
Gabriele Faravelli
|3 settimane fa

L’ingresso del Poligono di tiro a Piacenza
«Piacenza non può perdere un presidio storico di legalità e sicurezza». Con queste parole Loris Burgio, referente del Comitato Futuro Nazionale di Piacenza, ha voluto porre l’attenzione sulla riforma del Tiro a Segno Nazionale.
«Come referente del Comitato di Futuro Nazionale 171, primo a Piacenza – ha spiegato – vorremmo fare eco al precedente intervento dell’onorevole Massimo Polledri, delegato del Comitato 1436, e, nel condividerne il contenuto, precisare l’impatto e la ricaduta che tale riforma legislativa avrebbe sul nostro poligono cittadino. La riforma dell’Unione Italiana Tiro a Segno impone una riflessione che va ben oltre il mero riordino amministrativo, Piacenza è da sempre una città profondamente legata alle Forze Armate, alle Istituzioni dello Stato e alla cultura della responsabilità. In questo contesto il Tiro a Segno Nazionale non costituisce soltanto un impianto sportivo, ma un presidio di legalità, formazione e sicurezza, nel quale ogni anno trovano preparazione cittadini, appartenenti alle Forze dell’Ordine, operatori della sicurezza privata e tiratori sportivi, senza dimenticare che con la FISPeS (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali), molti iscritti al CIP (Comitato Italiano Paralimpico) hanno avuto la possibilità di allenarsi e sperimentare l’attività agonistica con le linee di aria compressa. Proprio per questo motivo, riteniamo che ogni processo di riorganizzazione debba essere costruito partendo dall’ascolto dei territori e non esclusivamente da esigenze di centralizzazione amministrativa».
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