Rivergaro, picnic sul Lungo Trebbia ma l’effetto Manet non piace a tutti
Il paese preso d’assalto. I residenti: «Un turismo mordi e fuggi, e a noi toccherà l’immondizia». Il sindaco Gatti: «Le rive sono di tutti»
Nadia Plucani
|3 ore fa

A Pasquetta le rive del fiume si sono affollate di comitive per un picnic di un giorno di festa, complici le temperature miti. Il prato sul Lungo Trebbia è stato cornice di una giornata fuori porta, con plaid e tovaglie stese, per trascorrere una giornata in pieno relax. Un quadro di spensieratezza e leggerezza in stile Manet che ha però lasciato perplesso un gruppo di residenti. «Siamo stupiti da questo turismo mordi e fuggi, che non è presidiato», dice Livia Gardella, rivergarese che ha raccolto le perplessità di alcuni compaesani. «Ci chiediamo: è questo il turismo che vogliamo per Rivergaro? Dubitiamo porti economia perché le persone si portano il cibo da casa, e perché i parcheggi sono gratuiti». Gardella evidenzia il tema dei rifiuti. «Chi dei presenti porterà a casa i suoi rifiuti?», rileva. «Le borsine saranno abbandonate vicino ai cestini dei rifiuti. Il Comune deve garantire che un operatore passi a vuotarli la sera stessa, è una questione di igiene».
Il sindaco Andrea Gatti, risponde che «le presenze a Rivergaro lungo il Trebbia contribuiscono concretamente alla vitalità del territorio, frequentando locali e sostenendo l’economia del paese».
Nessun parcheggio a pagamento: «Riteniamo importante che chi decide di venire a Rivergaro si senta accolto, libero di vivere il paese per l’intera giornata senza ulteriori costi», afferma Gatti.

