Salvato con il defibrillatore, è stato dimesso. "Il 35% dei casi viene risolto"
Redazione Online
|11 anni fa

Era al bar con gli amici di Borgonovo quando, all’improvviso, si è sentito male. Gli amici sono immediatamente corsi allo studio dentistico del dottor Gazzola di fronte al locale dove era posizionato un defibrillatore. Il tempestivo intervento seguito dal soccorso dei sanitari ha consentito di salvare il 68enne dall’arresto cardiaco che lo aveva colpito. A 9 giorni di distanza dall’episodio, il paziente è stato dimesso.
“L’intervento ha permesso a questo signore di essere oggi lucido e pronto per riprendere una vita normale – riferisce la dottoressa Daniela Aschieri, responsabile di Progetto Vita e da poco insediata presso la UO di Cardiologia di Castel San Giovanni. Avere un arresto cardiaco non significa avere una morte certa. L’esempio di oggi dimostra che essere cittadini informati permette di attivare immediatamente il punto di soccorso più vicino, ossia un defibrillatore.
Lo staff del dottor Gazzola ha saputo intervenire rapidamente, e senza indugiare ha risolto l’aritmia che aveva temporaneamente interrotto il battito del cuore del paziente. Le cure successive hanno portato a questo risultato importante. Oggi avere un defibrillatore significa poter salvare la vita al 35% delle persone che ogni giorno vengono colpite da arresto cardiaco”.
Lo staff del dottor Gazzola ha saputo intervenire rapidamente, e senza indugiare ha risolto l’aritmia che aveva temporaneamente interrotto il battito del cuore del paziente. Le cure successive hanno portato a questo risultato importante. Oggi avere un defibrillatore significa poter salvare la vita al 35% delle persone che ogni giorno vengono colpite da arresto cardiaco”.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Allerta meteo, vento e forti temporali in arrivo il 2 giugno
2.
Aggressione a Pascai, il mea culpa dei Lyons: «Un errore invitare una band politicizzata»
3.
Maltempo con vento e grandine in tutta la provincia: video e foto
4.
Chicchi di grandine “mai visti così”: flagellate l'alta Val Nure e la Val d'Aveto, ma anche il Lodigiano

