Sariano riparte, da ex fabbrica fantasma a polo del vetro

Un primo maggio differente per la frazione alle porte di Gropparello che vede ripartire lo stabilimento chiuso da 13 anni. Già iniziati i primi colloqui di lavoro

Marco Vincenti
Marco Vincenti
|2 ore fa
L'ex stabilimento Azimut- © Libertà
L'ex stabilimento Azimut- © Libertà
1 MIN DI LETTURA
Si tratta di un primo maggio dal sapore differente a Sariano di Gropparello. Tra le colline della Val Vezzeno si torna infatti a parlare di lavoro in una zona segnata inevitabilmente dalla chiusura dello stabilimento Atlantis di proprietà di Azimut Benetti che fino al 2012 dava i natali a yacht e imbarcazioni di lusso.
Una ferita che per oltre tredici anni è rimasta aperta all'ingresso del paese, tra capannoni vuoti e silenzi carichi di ricordi,  e che oggi sembra finalmente avviarsi verso una nuova era. Dove un tempo si costruivano navi destinate ai mari di tutto il mondo, presto potrebbero essere stoccate migliaia di bottiglie di vetro. Un cambio radicale, che segna però un nuovo inizio per un territorio che, dal 2012, convive con il peso di una chiusura drammatica.
Sono ancora vive le immagini degli operai saliti sul tetto per protestare: oltre 200 lavoratori persero il posto, e decine di famiglie lasciarono la zona. Da allora, silenzio, abbandono e capannoni divorati dalla ruggine.
Oggi però qualcosa si muove. Camion, operai e lavori di riqualificazione hanno riacceso le speranze. Secondo le prime informazioni, una multinazionale sarebbe pronta a trasformare l’area in un grande centro logistico per il vetro, con l’avvio delle attività già entro l’estate.
«È una bella notizia per tutto il territorio»
Le prime assunzioni - una decina - riguarderanno soprattutto magazzinieri e personale amministrativo, con priorità ai residenti. «È una bella notizia per tutto il territorio», commenta il sindaco di Gropparello Armando Piazza, che parla di un’opportunità concreta per rilanciare l’intera area artigianale.
Secondo le informazioni raccolte, i primi due capannoni all’ingresso del paese saranno i primi a tornare operativi. Le assunzioni previste, almeno in una fase iniziale, sarebbero otto, di cui sei tra carrellisti e magazzinieri, oltre ad altre figure in ambito amministrativo. Numeri lontani dai 200 lavoratori di un tempo, ma sufficienti a riaccendere una luce su quello che per anni è stato il simbolo del declino industriale locale.
«Si tratta di una bella notizia per tutto il territorio - ribadisce il primo cittadino - non solo per l’occupazione, ma anche per la riqualificazione di una struttura che sembrava destinata a cadere a pezzi. Questo investimento potrebbe incentivare nuove iniziative imprenditoriali e creare ulteriori opportunità di lavoro, contribuendo a far tornare a crescere la zona artigianale di Sariano. Un tema che solo un anno fa sarebbe stato difficile anche solo immaginare».