"Siamo intrappolati a Codogno, non possiamo aprire la cartoleria a Rivergaro"
Redazione Online
|5 anni fa

“Abbiamo già perso quasi un migliaio di euro sul fatturato. Vogliamo un sussidio economico, oppure la possibilità di tornare a lavorare il prima possibile. E’ una questione di dignità”. Stefano Ferrari e Samanta Caserini, marito e moglie, gestiscono una cartoleria a Rivergaro ma vivono a Codogno, nel fulcro della cosiddetta zona rossa del Coronavirus in pieno isolamento.
“A partire da sabato scorso, dal momento in cui è scoppiata l’emergenza sanitaria, siamo in regime di quarantena nella nostra cittadina e non possiamo venire in Valtrebbia ad alzare la saracinesca del negozio. Si tratta di una situazione ormai pesantissima, che ci auguriamo possa finire quanto prima”. I titolari della cartoleria rivergarese, inaugurata meno di un anno fa, rivolgono un appello preciso alle istituzioni: “Occorre un provvedimento di tutela per le attività commerciali pesantemente danneggiate come la nostra. E poi vorremmo tornare a rimboccarci le maniche e a guadagnarci lo stipendio”.
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