Storie di voi, Danilo il traghettatore del Po: «Vorrei portare il Papa in barca»
Al Guado di Sigerico, Danilo Parisi non si limita a traghettare i viandanti: dal 1998 è diventato una vera e propria guida per i pellegrini

Nicoletta Marenghi
|2 ore fa
«Ha un sogno nel cassetto?». Danilo Parisi sorride davanti a una domanda che di solito viene rivolta ai più giovani. Eppure, a 76 anni, un sogno ce l’ha: portare in barca Papa Leone XIV.
«Il Pontefice sarà a Pavia il prossimo 20 giugno e per l’occasione gli farò recapitare una lettera scritta da me – racconta Parisi –. Vorrei chiedergli una preghiera per i pellegrini della Via Francigena e mi piacerebbe accompagnarlo sulla mia barca».
«Il Pontefice sarà a Pavia il prossimo 20 giugno e per l’occasione gli farò recapitare una lettera scritta da me – racconta Parisi –. Vorrei chiedergli una preghiera per i pellegrini della Via Francigena e mi piacerebbe accompagnarlo sulla mia barca».
Danilo Parisi è il “traghettatore del Po”, una figura ormai simbolica per chi percorre la Via Francigena. La sua storia inizia nel 1998, quando trasportò da una sponda all’altra del fiume il primo pellegrino. L’anno successivo ne arrivarono un paio, mentre nel 2000, in occasione del Giubileo, furono centinaio. Da allora il numero è cresciuto costantemente, fino a superare i 1.300 passaggi all’anno. Al Guado di Sigerico, tra Corte Sant’Andrea e Soprarivo di Calendasco, Parisi non si limita a traghettare i viandanti. Grazie ai suoi racconti e alla profonda conoscenza del territorio fluviale, è diventato una vera e propria guida, tanto da attirare più volte l’attenzione dei media nazionali che lo hanno soprannominato il “Caronte della Francigena”.
Sulle rive del Po si sentono parlare lingue provenienti da ogni parte del mondo, ma ce n’è una che tutti comprendono: quella dell’accoglienza. Una fetta di salame, un bicchiere di vino e una chiacchierata bastano per far sentire a casa chi è in cammino, anche solo per pochi minuti. Prima della partenza, non manca quasi mai una fotografia insieme a Danilo, ricordo immancabile di un incontro che in molti conservano tra i momenti più belli del cammino. E il rapporto non termina con l’attraversamento del fiume. Diversi pellegrini, una volta raggiunta Roma, meta finale del loro viaggio, lo chiamano.
«Ricevo telefonate da pellegrini arrivati alla basilica di San Pietro e questo mi fa sempre molto piacere – racconta –. Alcuni tornano a trovarmi. Uno scozzese mi ha regalato una cuffia della sua squadra di rugby e il prossimo anno sarò io ad andare a trovarlo a Edimburgo». Il legame con il Grande Fiume è profondo. Da generazioni la sua famiglia vive lungo il Po e Parisi non immagina una vita altrove. «Se mi proponessero una villa in Costa Azzurra, non accetterei. Che cosa potrei desiderare di più? Questo angolo del Po è meraviglioso in ogni momento della giornata». Chi desidera conoscere meglio la sua storia può guardare il Tg di Telelibertà oggi alle 13.15 e alle 19.30, dove sarà protagonista della rubrica “Storie di voi”, in onda ogni sabato.
«Ricevo telefonate da pellegrini arrivati alla basilica di San Pietro e questo mi fa sempre molto piacere – racconta –. Alcuni tornano a trovarmi. Uno scozzese mi ha regalato una cuffia della sua squadra di rugby e il prossimo anno sarò io ad andare a trovarlo a Edimburgo». Il legame con il Grande Fiume è profondo. Da generazioni la sua famiglia vive lungo il Po e Parisi non immagina una vita altrove. «Se mi proponessero una villa in Costa Azzurra, non accetterei. Che cosa potrei desiderare di più? Questo angolo del Po è meraviglioso in ogni momento della giornata». Chi desidera conoscere meglio la sua storia può guardare il Tg di Telelibertà oggi alle 13.15 e alle 19.30, dove sarà protagonista della rubrica “Storie di voi”, in onda ogni sabato.




