Stress post pandemia. I consigli dell'Equipe psicologica: "Vivere il presente"
Redazione Online
|5 anni fa

Un nuovo percorso di vita è quello che si è aperto dopo l’emergenza sanitaria. Il Coronavirus ha lasciato ferite in chi lo ha vissuto come malato, nei familiari dei pazienti in ospedale, chi ha subito lutti, chi lo ha affrontato in prima linea e chi, per il bene di tutti, ha dovuto mettere un po’ da parte la propria esistenza rispettando le limitazioni.
“Ricordo le ambulanze che si accodavano davanti al Pronto soccorso per poter lasciare i pazienti”. “Per cercare di stare meglio lavoravo”: le testimonianze del primario del Pronto SoccorsoAndrea Magnacavallo
e del sindaco di PiacenzaPatrizia Barbieri
sono solo alcune tra quelle raccolte dall’Ausl nel video dedicato al lavoro dell’Equipe psicologica dell’emergenza. Epidemia significa anche trauma psicologico.
“Ci si chiede cosa succede dopo aver respirato angoscia di morte. Un lutto è un processo legato a una perdita che può non consistere solo nel decesso di una persona casa ma quando una persona è esposta a radicali e improvvisi cambiamenti” spiega la dottoressaSimona Minarelli
mentre la psicologaAlessandra Zioni
psicologa sottolinea che “in emergenza è stato importante non ignorare il bisogno di connessione che è istintivo e ci serve per stare bene”. La coordinatrice dell’equipePaola Frattola
aggiunge che ora è importante “ripensare a quando in passato siamo riusciti a superare situazioni problematiche. E’ utile rimanere nel tempo presente senza guardare al passato o correre in avanti. Come quando si scala la montagna se si pensa alla vetta sembra irraggiungibile ma se ci soffermiamo sui nostri passi ci sentiremo più capaci e più forti”.

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