"Suo figlio è in arresto, 3.800 euro di cauzione". Ma l'anziano non ci casca
Redazione Online
|8 anni fa

Tentata truffa, fortunatamente fallita, a un anziano 76enne residente in via Vitali a Piacenza. La tecnica messa in atto è una delle solite. Un primo complice telefona alla vittima spacciandosi per avvocato e chiedendo numerosi soldi – 3.800 euro in questo caso – come cauzione per il rilascio del figlio trattenuto in caserma. Subito dopo un secondo complice, spacciandosi come maresciallo, richiama l’anziano per confermare il fermo del figlio e la necessità dell’importo per il rilascio su cauzione.
Il 76enne non è però caduto nel tranello, e ha chiamato la polizia per denunciare il fatto.
La questura ricorda, soprattutto alle persone anziane, di tenere sempre alta l’attenzione, di non fidarsi di sedicenti avvocati, tutori dell’ordine, tecnici di impianti pubblici, e che in Italia non esiste la possibilità di pagare una cauzione per liberare qualcuno dall’arresto.
La questura ricorda, soprattutto alle persone anziane, di tenere sempre alta l’attenzione, di non fidarsi di sedicenti avvocati, tutori dell’ordine, tecnici di impianti pubblici, e che in Italia non esiste la possibilità di pagare una cauzione per liberare qualcuno dall’arresto.
Gli articoli più letti della settimana
1.
«Mamma, sono vivo»: i messaggi lanciati dai treni dai militari deportati
2.
Tende, polenta e bersaglieri: le nozze di Enrico e Anna, una sagra di paese
3.
È morto Maurizio Pomarelli, il papà di Elisa: «Non c’è un solo minuto in cui non penso a te»
4.
Dopo 50 anni riapre la stalla del nonno: «Ricchezza è produrre ciò che mangio»

