Torna la protesta dei profughi, tensione sotto la prefettura
Redazione Online
|13 anni fa


AGGIORNAMENTO DELLE 11.45 – Momenti di tensione sotto la prefettura di Piacenza, dove si sono radunati i profughi africani che il 28 dovranno abbandonare le strutture di accoglienza del nostro territorio. Gli stranieri non sono soddisfatti dell’esito dell’incontro avuto con i funzionari e continuano a presidiare la prefettura, in questo momento protetta da una ventina di poliziotti e carabinieri. Durante il confronto è stato deciso che lunedì prossimo i rappresentanti della prefettura e del Comune incontreranno singolarmente i profughi per comprendere la loro situazione e fare in modo di aiutarli nel disbrigo delle pratiche burocratiche che li riguardano. Ma per il momento non è possibile elargire loro il contributo che richiedono per poter andare in un’altra città a cercare lavoro oppure tornare nella loro terra d’origine. Una comunicazione, quest’ultima, che ha fatto infuriare molti stranieri, che stanno protestando in maniera vibrante sotto le finestre della prefettura.
NOTIZIA DELLE 10 – È tornata dopo una settimana di calma la protesta dei profughi nordafricani che il 28 febbraio saranno costretti ad abbandonare le strutture che li hanno ospitati in città e in provincia. Una cinquantina di stranieri ha sfilato per le vie del centro storico con striscioni e cartelli, il corteo si è diretto sotto la prefettura. I profughi (un centinaio in tutto sul nostro territorio) chiedono che venga riconosciuta loro una somma di denaro, circa 2.000 euro, con cui poter andare in un’altra città a cercare lavoro oppure tornare a casa nei loro Paesi d’origine.
Un gruppo di stranieri, giunti in Italia circa due anni fa in fuga dalle rivoluzioni e dalle guerre civili che stavano interessando la Libia e gli altri Stati nordafricani, è a colloquio con il viceprefetto Elio Faillaci, con cui si era già incontrato la scorsa settimana.
Un gruppo di stranieri, giunti in Italia circa due anni fa in fuga dalle rivoluzioni e dalle guerre civili che stavano interessando la Libia e gli altri Stati nordafricani, è a colloquio con il viceprefetto Elio Faillaci, con cui si era già incontrato la scorsa settimana.
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