Tra natività secolari e da cantina, presepi e presepisti “Nel mirino” su Telelibertà
Redazione Online
|4 anni fa


La tradizione dei presepi è ben radicata a Piacenza e provincia, con tanti esemplari degni di particolare nota e la ritualità immortale di andare in giro a visitarli, per le vie del centro e per le strade della provincia, nelle chiese, nelle parrocchie, talvolta in spazi inusuali. Dietro alla magia di queste creazioni d’arte, ingegno, passione e anche di fede, statiche o semoventi, grandi o più ridotte, tradizionali, contemporanee, realistiche, paesaggistiche, di composizione sobria o ricercata, si nasconde l’impegno di chi l’ha ideata, costruita e di chi se ne occupa, mantenendola, allestendola e migliorandola ogni anno, perpetuando una tradizione e permettendone la fruizione.
Sono i presepisti, artigiani o custodi e volontari di alcune significative natività del nostro territorio, ospiti dell’ultima puntata di Nel Mirino su Telelibertà, il format di attualità del venerdì condotto dalla direttrice Nicoletta Bracchi, affiancata stavolta dal collega Thomas Trenchi, appassionato della materia e hobbista (una sua creazione è in mostra nelle casette natalizie in Piazza Cavalli).
Quattro gli ospiti. Andrea Braghieri, volontario del presepe di Strà in Valtidone: “un’attrazione grazie soprattutto ai 32 movimenti di Saverio Zanetti, custode della meccanica e dei suoi pertugi che dà nuova vita a materiali di recupero e rigatteria”. Enrico Rocca, del presepe di Baselica Duce di Fiorenzuola: “da 24 dicembre al 17 gennaio, quest’anno festeggia 100 anni, un secolare mix di meccanica ed elettronica”. Renata Tansini, referente della natività di Roncaglia: “dal 1974, un’istituzione, creata da Donaldo Concari e il nume tutelare dei presepisti piacentini, Gianni Pesatori”. Rodolfo Corsini, noto presepista di Vigoleno: “la magia inizia scendendo le scale del castello” e ogni anno si può apprezzare un movimento nuovo.
Si è parlato infine immancabilmente del grande presepe allestito in Sant’Antonino e di quello preparato a Caorso da Gianni Zaffignani, presentati da Trenchi nelle loro peculiarità. Nel primo caso, “una dimensione a grandezza naturale di forte impatto”; nel secondo caso, “un presepe condiviso da 15 anni con la comunità, in una grande cantina che si ammira da una finestra per strada”.
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