Traffico illecito di rifiuti elettrici ed elettronici verso l'Africa, 10 denunce
Redazione Online
|4 anni fa

Le operazioni si sono concentrate inizialmente nei comuni di Cadeo e Pontenure, per poi spostarsi nel territorio di Fiorenzuola in località Paullo Prassa, dove è stata individuata una cascina all’interno della quale era depositato un ingente quantitativo di rifiuti, per la maggior parte R.A.E.E. (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), ossia elettrodomestici usati e fuori uso. I carabinieri hanno iniziato a monitorare la zona accertando la continua presenza di soggetti e mezzi di trasporto; durante l’arco della settimana, decine di persone, per lo più di origine africana, raggiungevano la cascina a bordo di mezzi carichi di rifiuti provenienti prevalentemente da centri di stoccaggio comunali e li accumulavano nella cascina.
E’ stata accertata anche la presenza di numerosi mezzi di trasporto (auto, furgoni, autocarri) di dubbia provenienza, e di un’organizzazione di soggetti, per lo più stranieri, che dopo aver prelevato abusivamente rifiuti dalle Isole ecologiche o altrove e li accumulavano nella cascina e successivamente li caricavano in container o autocarri, destinati al porto di Genova e spediti via mare in Africa. Dalle ispezioni compiute con la collaborazione dell’Agenzia delle Dogane del Porto di Genova sono stati trovati all’interno dei container diverse tipologie di rifiuti: numerosi frigoriferi/congelatori, televisori a tubo catodico, forni elettrici, parti di personal computer e pneumatici, veicoli fuori uso e ricambi.
Con il coordinamento delle indagini da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, i militari hanno proceduto al sequestro del fabbricato e dei rifiuti contenuti (oltre 800 metri cubi di materiale) oltre alla denuncia di 10 persone (tra cui 2 italiani, 5 africani e 3 originari dell’Est Europa) per i reati di associazione a delinquere, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti (un ingente quantitativo di rifiuti, anche pericolosi, superiore alle 40 tonnellate) e falso ideologico in atto pubblico (dichiarazione doganale).
Con il coordinamento delle indagini da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, i militari hanno proceduto al sequestro del fabbricato e dei rifiuti contenuti (oltre 800 metri cubi di materiale) oltre alla denuncia di 10 persone (tra cui 2 italiani, 5 africani e 3 originari dell’Est Europa) per i reati di associazione a delinquere, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti (un ingente quantitativo di rifiuti, anche pericolosi, superiore alle 40 tonnellate) e falso ideologico in atto pubblico (dichiarazione doganale).
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