Trombosi venosa terzo killer: quali sono i campanelli d'allarme, stasera a Star Bene
Redazione Online
|2 anni fa

Dopo la cardiopatia ischemica e l’ictus, è la malattia cardiovascolare più frequente: parliamo della trombosi venosa e dell’embolia polmonare. Ogni anno determinano 10 milioni di casi nel mondo e sono al terzo posto fra le cause di morte nella popolazione generale e al primo posto nei pazienti ospedalizzati. Ma non essendo molto conosciute, il loro impatto non viene considerato. Se ne parla stasera 2 maggio durante la trasmissione “Star bene”: la puntata, condotta dalla giornalista Marzia Foletti e in onda alle 21 su Telelibertà, vedrà intervenire il direttore della Medicina Interna – Centro Emostasi e Trombosi Piacenza Davide Imberti, l’oncologo e direttore scientifico della trasmissione Luigi Cavanna e il direttore della Medicina del Lavoro di Asia Group Francesco Sabbadini.
Con il termine tromboembolismo venoso si indicano due manifestazioni cliniche spesso correlate: la trombosi venosa profonda e l’embolia polmonare. La trombosi venosa profonda consiste nella formazione di un coagulo di sangue in una vena profonda di un arto o della pelvi ed è la causa principale dell’embolia polmonare. Può essere asintomatica o causare dolore e tumefazione di un arto; l’embolia polmonare ne costituisce una complicanza immediata. La diagnosi si basa sull’anamnesi, sull’esame obiettivo ed è confermata da segni oggettivi utilizzando strumenti specifici. Il trattamento si basa sull’uso degli anticoagulanti. La prognosi è generalmente buona con un trattamento tempestivo e adeguato. Ma in alcuni soggetti può presentare un alto rischio di morte entro un mese. La patologia colpisce indistintamente uomini e donne.
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