"Troppo grandi, via le piante, nuove corsie". Rondò, ecco cosa non va
Redazione Online
|11 anni fa

La peggiore è senza dubbio quella della Galleana: “Non ha la corsia autonoma per chi arriva dalla Valtrebbia e deve entrare in tangenziale e poi è troppo grande, le vetture prendono velocità e chi si deve immettere rischia”. La pagella alle rotatorie cittadine è del decano degli istruttori di guida, Domenico Grassi. Bocciato quello che porta a La Verza, ha degli appunti anche per altri rondò: “Quello a piazzale Libertà è ben fatto, ma in mezzo c’è una grande pianta che azzera la visibilità, creando un elemento di insicurezza. Non sono il massimo neppure quelle lungo via Emilia Pavese, così piccole: diciamo che non sono rotonde vere e proprie, rappresentano solo dei rallentatori di traffico. Ma pensate quando deve svoltare un camion”. La migliore è quella più antica, a piazzale Milano: “Larghezza giusta – precisa Grassi – e soprattutto corsie dedicate a chi deve svoltare a destra: non è un caso che il traffico, nonostante le migliaia di auto al giorno, sia sempre scorrevole. Ci vorrebbero anche altrove”. Problema comune a quasi tutte: i cartelli che contornano le rotonde, generalmente a 90 gradi e non a 45.
Due consigli per concludere: “Agli automobilisti di utilizzare sempre gli indicatori di direzione, specialmente in uscita dai rondò; ai ciclisti di tenere sempre la destra e di non occupare mai lo spazio centrale, per evitare di essere travolti. Tenendo presente un elemento molto particolare: il codice della strada non menziona mai le rotonde, quindi dobbiamo rifarci alle indicazioni che valgono per il resto”.
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