Un anno di 118: 32mila interventi, tempi medi di 13 minuti
I dati del 2025 presentati allo Spazio Rotative: «Ottimi risultati grazie alla ramificazione delle rete e al volontariato»
Filippo Lezoli
|2 ore fa

Un applauso schietto ha aperto la presentazione del bilancio dell’attività del 118 nel 2025, svoltasi allo Spazio Le Rotative del Gruppo Libertà. L’apprezzamento era tutto per Stefano Nani, che ha retto il servizio per venti anni, fino al recente passaggio a direttore del Distretto di ponente (al suo posto presentata Roberta Barbieri). Ad applaudirlo, su richiesta di Alessandro Miglioli (nel duplice ruolo di presidente della Fondazione Ronconi-Prati e di presidente di Croce Bianca), professionisti e volontari della sanità «per il rapporto franco e l’aiuto di questi anni».
È proprio Nani a parlare di anno positivo, con risultati ottimi - «come quello relativo ai tempi di intervento, per il quale siamo terzi a livello nazionale» - ottenuti grazie alla «forte ramificazione della rete di soccorso e soprattutto alla presenza del volontariato».
È proprio Nani a parlare di anno positivo, con risultati ottimi - «come quello relativo ai tempi di intervento, per il quale siamo terzi a livello nazionale» - ottenuti grazie alla «forte ramificazione della rete di soccorso e soprattutto alla presenza del volontariato».
L'attività 2025
Nel 2025 il sistema di emergenza territoriale 118 di Piacenza ha gestito 32.389 interventi, quindi con un codice assegnato dalla centrale operativa, e oltre 33.400 valutazioni sanitarie effettuate sul posto.
Sono numeri guardati con soddisfazione dall’Ausl di Piacenza, che ha restituito il bilancio dell’attività dello scorso anno del servizio di Emergenza territoriale 118, giudicandolo «un sistema che funziona, regge i volumi e garantisce qualità anche nelle emergenze più gravi».
Significativi i tempi di intervento, l’aspetto che spesso fa la differenza in caso di soccorso durante un’emergenza. In tal senso, sul nostro territorio il tempo di intervento è 5 minuti più veloce rispetto allo standard ministeriale. Il soccorso, in media, è infatti prestato in 13 minuti, mentre lo standard richiesto dal ministero è di 18. Piacenza è terza in Italia.
Il soccorso dell’emergenza territoriale viene compiuto grazie a un sistema integrato dei mezzi, una rete integrata fra volontariato e sistema sanitario. Nel 2025 sono state coinvolte tre componenti operative: Anpas, con 16 mezzi,19.234 interventi, per un totale di 102.362 ore; la Croce Rossa Italiana, con 11 mezzi, 13.112 interventi per un totale di 59.540 ore; Ausl di Piacenza, con 8 mezzi, 10.669 interventi per un totale di 61.152 ore.
In crescita l’elisoccorso. Lo scorso anno sono stati compiuti 261 interventi (240 di giorno e 21 di notte), a fronte di 237 interventi (226 di giorno e 11 di notte) dell’anno precedente. Da segnalare, dunque, l’aumento complessivo e soprattutto il numero di interventi notturni che risultano quasi raddoppiati.
Sono numeri guardati con soddisfazione dall’Ausl di Piacenza, che ha restituito il bilancio dell’attività dello scorso anno del servizio di Emergenza territoriale 118, giudicandolo «un sistema che funziona, regge i volumi e garantisce qualità anche nelle emergenze più gravi».
Significativi i tempi di intervento, l’aspetto che spesso fa la differenza in caso di soccorso durante un’emergenza. In tal senso, sul nostro territorio il tempo di intervento è 5 minuti più veloce rispetto allo standard ministeriale. Il soccorso, in media, è infatti prestato in 13 minuti, mentre lo standard richiesto dal ministero è di 18. Piacenza è terza in Italia.
Il soccorso dell’emergenza territoriale viene compiuto grazie a un sistema integrato dei mezzi, una rete integrata fra volontariato e sistema sanitario. Nel 2025 sono state coinvolte tre componenti operative: Anpas, con 16 mezzi,19.234 interventi, per un totale di 102.362 ore; la Croce Rossa Italiana, con 11 mezzi, 13.112 interventi per un totale di 59.540 ore; Ausl di Piacenza, con 8 mezzi, 10.669 interventi per un totale di 61.152 ore.
In crescita l’elisoccorso. Lo scorso anno sono stati compiuti 261 interventi (240 di giorno e 21 di notte), a fronte di 237 interventi (226 di giorno e 11 di notte) dell’anno precedente. Da segnalare, dunque, l’aumento complessivo e soprattutto il numero di interventi notturni che risultano quasi raddoppiati.


