Visite specialistiche Ausl, 31mila rinunce senza preavviso
Redazione Online
|11 anni fa

Per contenere le liste d’attesa, arriva un nuovo Piano. Prevede azioni che complessivamente superano il milione di euro ed è stato presentato all’assemblea dei sindaci del territorio, riunita questa mattina nella sala consiliare della Provincia. Dopo l’ok quasi unanime (astenuto il sindaco di Ottone, Federico Beccia) al bilancio di esercizio 2014, chiuso con un pareggio civilistico per il terzo anno consecutivo, il direttore generale Luca Baldino ha illustrato il piano “anti attesa”.
“Sulla diagnostica strumentale direi che non ci sono particolari problemi, ma sulle visite sì, inutile stemperare il problema, si deve intervenire” ha detto il direttore. Sono zone “rosse”, dunque superiori a quanto indicato dalla Regione, le visite urologiche, fisiastriche, endocrinologiche, neurologiche; anche l’ortodonzia, la dermatologica, la chirurgia vascolare, l’ecografia alla mammella, spirometria, visite gastroenterologiche e ostetriche. Al vaglio della Conferenza sociale sanitaria, l’ampliamento dei servizi Centro antiviolenza e Case Rifugio. Nel 2014 sono stati 31mila gli abbandoni senza preavviso delle visite previste all’Ausl. Il 53 per cento di queste persone non avrebbe dovuto pagare, per esenzione, la visita, dunque l’abbandono non è imputabile alla crisi economica.
“Sulla diagnostica strumentale direi che non ci sono particolari problemi, ma sulle visite sì, inutile stemperare il problema, si deve intervenire” ha detto il direttore. Sono zone “rosse”, dunque superiori a quanto indicato dalla Regione, le visite urologiche, fisiastriche, endocrinologiche, neurologiche; anche l’ortodonzia, la dermatologica, la chirurgia vascolare, l’ecografia alla mammella, spirometria, visite gastroenterologiche e ostetriche. Al vaglio della Conferenza sociale sanitaria, l’ampliamento dei servizi Centro antiviolenza e Case Rifugio. Nel 2014 sono stati 31mila gli abbandoni senza preavviso delle visite previste all’Ausl. Il 53 per cento di queste persone non avrebbe dovuto pagare, per esenzione, la visita, dunque l’abbandono non è imputabile alla crisi economica.
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