Cultura, Piacenza guarda all’Europa: avviata la candidatura per il 2033
A Palazzo Farnese il primo confronto tra istituzioni e associazioni del territorio: presentato anche il logo del percorso verso la Capitale europea della cultura
Filippo Lezoli
|11 ore fa

Uno dei momenti che hanno scandito la giornata - © Libertà/Filippo Lezoli

Un percorso lungo sette anni
Istituzioni culturali, associazioni del territorio, scuole e operatori seduti allo stesso tavolo, ma già in cammino. La destinazione è ambiziosa: fare di Piacenza Capitale europea della cultura 2033. Per riuscirci, il percorso è stato avviato ufficialmente a Palazzo Farnese al termine di una giornata di confronto corale tra le realtà culturali della città e del territorio.Dopo Matera nel 2019 e Nova Gorica e Gorizia nel 2025, il titolo tornerà infatti nel 2033 a una città italiana. La candidatura di Piacenza era stata annunciata durante la terza edizione del Festival del Pensare Contemporaneo e ora entra nella sua fase più concreta: quella della costruzione partecipata del dossier. Al momento, a contendersi il titolo con Piacenza saranno anche Torino, Norcia, Viterbo e Siracusa.
Il Ministero della Cultura aprirà il bando nazionale alla fine del 2026, il primo dossier sarà presentato nell’autunno 2027, mentre la decisione finale arriverà nel 2028.
Palazzo Farnese laboratorio di idee
La giornata si è aperta con un incontro tra ReteCulturaPiacenza e ReteMuseiPiacenza, per poi entrare nel vivo con il primo workshop partecipativo aperto agli operatori culturali del territorio. Tavoli eterogenei, facilitatori a guidare il confronto e tre temi centrali: Europa come orizzonte, cultura, margini e possibilità, futuro e desideri. Obiettivo: costruire una prima mappa collettiva di ciò che Piacenza vuole raccontare di sé all’Europa.
«Dai tavoli di oggi è emersa l’importanza della capacità di accoglienza e di guardarci l’un l’altro senza pregiudizi – ha detto la sindaca Katia Tarasconi –. Se riuscissimo ad arrivare alla fine del percorso con un poco più di orgoglio e un po’ più di consapevolezza sarebbe già un ottimo risultato».
Cultura come identità europea
A segnare uno dei momenti più significativi della giornata è stato il dialogo pubblico “Capitali a confronto” con Paolo Verri, Romina Kocina e Rossella Tarantino, moderato da Linda Di Pietro.
«Le città che si candideranno verso il 2033 avranno due compiti molto importanti – ha spiegato Verri –. Il primo è ribadire la vicinanza all’Europa in questo momento difficile». Una sfida che, secondo il direttore di Matera 2019, è prima di tutto culturale: «Significa pensare che l’Europa sia meglio della singola regione o della nazione e che sia centrale nel futuro del pianeta». Il secondo compito, ha aggiunto, è «non usare la cultura semplicemente come strumento di reddito e turismo».
Romina Kocina e Rossella Tarantino si sono soffermate invece sull’opportunità che un percorso del genere rappresenta per la città: evolversi, rafforzare il proprio posizionamento nazionale e internazionale e costruire un’identità più autentica e riconoscibile.
Una rete culturale già esistente
La candidatura nasce e si appoggia su ReteCulturaPiacenza, la rete istituzionale che da tempo lavora insieme sul territorio mettendo intorno allo stesso tavolo Comune di Piacenza, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Fondazione Teatri di Piacenza, Diocesi di Piacenza-Bobbio, Provincia di Piacenza, Camera di Commercio dell'Emilia, con la collaborazione della Regione Emilia-Romagna.
Non si tratta di un'aggregazione costruita per l'occasione, ma di un meccanismo rodato, con un palinsesto culturale già in corso che la candidatura andrà ora ad ampliare e a dare in eredità alla città nei prossimi anni: dal Festival del Pensare Contemporaneo alle grandi mostre internazionali della Ricci Oddi, di XNL e di Palazzo Farnese, passando per la stagione lirica e concertistica del Teatro Municipale, i progetti di rigenerazione urbana attraverso la street art, le iniziative diffuse nei quartieri e il lavoro condiviso con la Diocesi per la valorizzazione del patrimonio artistico e spirituale cittadino.
Tarasconi ha ricordato anche alcuni dei segnali di apertura internazionale vissuti dalla città negli ultimi anni: il Klimt della Ricci Oddi arrivato fino a Seul, il Fegato etrusco protagonista della mostra di San Francisco, la crescita del Festival del Pensare Contemporaneo e la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «Oggi – ha detto – non stiamo presentando un semplice progetto culturale: stiamo dicendo che Piacenza vuole imparare a guardarsi con più ambizione».
Fusacchia e Linda Di Pietro guideranno il dossier
A coordinare la candidatura sarà Alessandro Fusacchia, mentre la direzione è affidata a Linda Di Pietro, project manager culturale con esperienza nei grandi processi europei di candidatura. Il dossier sarà costruito dal team curatoriale che negli ultimi quattro anni ha accompagnato la città attraverso il Festival del Pensare Contemporaneo.
«Perché un percorso come questo sia davvero fondativo – ha spiegato Linda Di Pietro – gli operatori e le operatrici della cultura del territorio devono esserne il centro. La sfida è stare nel locale e pensare in grande allo stesso tempo». E ha aggiunto: «Vogliamo sfatare l’idea che una città media come Piacenza non possa farcela. Sono proprio le città medie, oggi, a raccontare meglio l’Europa che cambia».
Presentato il logo della candidatura
In chiusura di serata è stato anche presentato il logo che accompagnerà il percorso di avvicinamento alla candidatura, realizzato da Blacklemon e illustrato da Nicola Bellotti.
Il prossimo appuntamento pubblico sarà durante la quarta edizione del Festival del Pensare Contemporaneo, “Attraversiamo”, in programma a Piacenza dal 24 al 27 settembre: un nuovo momento di restituzione e confronto con la città per allargare ulteriormente il percorso di ascolto e co-progettazione.









