Da Rottofreno a Sarmato in bici? Con il ponte si potrebbe

La struttura pensata dagli architetti Rovani e Caroselli per attraversare il Tidone. «La mettiamo a disposizione delle amministrazioni»

Cristian Brusamonti
|1 ora fa
Da Rottofreno a Sarmato in bici? Con il ponte si potrebbe
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Chi l’ha detto che realizzare un nuovo ponte ciclopedonale sul Tidone tra Sarmato e Rottofreno sia una cosa così impossibile? Dopo la nostra provocazione delle scorse settimane proprio su Libertà, riguardo all'annosa mancanza di un ponte che possa collegare in sicurezza Piacenza a Castelsangiovanni senza dover passare sulla Statale 10, c’è chi ha raccolto la sfida: in attesa che le istituzioni si attivino, ci hanno pensato gli architetti Massimo Rovani e Maurizio Caroselli - attraverso l’Intelligenza Artificiale - a immaginare come potrebbe essere l’attraversamento del Tidone, per collegare finalmente le località di Veratto Coletta (Sarmato) e Veratto Arcelli (Rottofreno). Chissà che presto non possa diventare realtà.
Il nuovo ponte, per bypassare l’attuale attraversamento del Tidone sull’unico ponte della Statale, partirebbe della strada carraia che scende verso il torrente dalla chiesa di Veratto (sulla sponda sarmatese) e si collegherebbe alla zona di Cantacucco (sulla sponda di Rottofreno). «Ignoravamo che ci fosse questo problema di collegamento ciclabile tra Sarmato e Rottofreno» spiegano gli architetti. «Dopo aver letto l’articolo, abbiamo immaginato una soluzione, che ora mettiamo a disposizione delle amministrazioni e degli enti, se vorranno svilupparla».
Così come immaginato, il nuovo ponte ciclopedonale - presupposto necessario per qualsiasi idea di turismo integrato lungo il Po a monte di Piacenza - appare di design minimale, ma accattivante e volto alla massima efficienza strutturale. Si tratta di una struttura rettilinea a “U” lunga circa 20 metri e larga tre metri, realizzata in legno chiaro con piccoli fori quadrati nei parapetti, illuminabili a led anche per la fruizione notturna. «La soluzione acciaio-legno sarebbe sostenibile anche dal punto di vista economico» precisano gli architetti, che hanno scritto anche una scheda tecnica dell’intervento, con indicazione dei materiali e degli interventi necessari per permettere all’opera di durare nel tempo. «La forma del ponte offrirebbe poi un inserimento paesaggistico perfetto e un impatto visivo fluido». Certo, si tratta solo di un progetto di massima e di una suggestione. Ma vedere il ponte fatto e finito, seppure virtualmente, potrebbe convincere ora le istituzioni sulla necessità dell’opera. Il ponte, lo ricordiamo, servirebbe a riunire le due parti di Veratto che sono separate dal Tidone ormai da 250 anni, da quando nel 1780 venne raddrizzato il corso del torrente, con uno sbocco diretto nel Po. Soprattutto servirebbe a mettere in collegamento il nuovo Giardino dei Castagni nella zona di Santimento (e il vicino sacello di Santa Vittoria diroccato e mai recuperato), al Museo Naturalistico di Veratto Coletta (gestito da Mariano Scotto di Vetta e aperto a singhiozzo proprio a causa di questo isolamento) fino all’area naturalistica del Ballottino (sulla quale il Comune di Sarmato ha provato ad investire).
Ma servirebbe soprattutto ad avere una ciclabile unica del Po in sicurezza, anche a sostegno di percorsi già esistenti o in via di creazione come il Sentiero del Tidone o il Cammino di San Rocco.