Dal 2018 trenta bambini sono nati grazie al Centro di aiuto alla vita di Piacenza

Nove sono state le donne aiutate, nel 2025, a portare a termine gravidanze rese difficili per il clima ostile che si respirava nella famiglia

Federico Frighi
Federico Frighi
|1 ora fa
Due volontarie all'ingresso della canonica di San Giovanni in Canale
Due volontarie all'ingresso della canonica di San Giovanni in Canale
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Nel 2025 il Centro di aiuto alla vita “Chiara Corbella” di Piacenza ha accompagnato nove donne a portare a termine gravidanze rese difficili per il clima ostile che si respirava nelle loro famiglie, permettendo la nascita di altrettanti bambini che rischiavano di non venire al mondo. Dal 2018, anno di avvio dell’attività in città, le volontarie hanno contribuito alla nascita di circa trenta bambini. Il Centro, attivo nella canonica di San Giovanni in Canale, fa parte di una rete nazionale nata negli anni della legge 194 (nota per prevedere l’interruzione volontaria di gravidanza) e oggi conta 350 sedi in Italia.
Le volontarie, quasi tutte mamme, aiutano donne spesso isolate o osteggiate dalle famiglie, per motivi culturali, economici o abitativi. Proprio la mancanza di alloggi è oggi l’emergenza principale: dopo il parto, senza una casa, l’autonomia è difficile da raggiungere. L’associazione sta valutando la creazione di una struttura di accoglienza, ma i costi e le convenzioni con gli enti pubblici rendono il progetto complesso.
La maggior parte delle donne assistite è straniera e fatica a intercettare i canali informativi tradizionali.
Durante le feste le volontarie hanno sostenuto 17 mamme con doni e beni di prima necessità. L’ultimo caso seguito riguarda una donna indiana, madre di due gemelline, accolta da una famiglia piacentina oggi però in difficoltà per mancanza di spazi: un’ulteriore conferma di quanto l’emergenza casa sia centrale.