Doppiamente fragili: è boom degli Sos dell’anima
L’ambulatorio Dimaggio compie 10 anni. Nel biennio recente 480 pazienti, oltre mille prestazioni dagli psicologi

Simona Segalini
|2 ore fa

Non c’è solo fame di pane, e di buona salute. C’è anche una fame più sottile, invisibile, devastante. E’ il bisogno di un senso, di un’appartenenza. Sono tanti, soli e ai margini, i pazienti dell’ambulatorio creato esattametne 10 anni fa dall’associazione Arcangelo Dimaggio, di cui oggi (da anni) è presidente Piera Reboli.
Nacque in via Pozzo a aprile 2016, dopo un lungo travaglio, da un’idea antica di Dimaggio (improvvisamente scomparso nel 2014) e della dottoressa Stefania Calza, entrambi spiriti del gruppo di Gino Strada e della sua Emergency. L’intenzione degli esordi è rimasta inalterata. Dare aiuto medico-sanitario agli ultimi degli ultimi in forma gratuita per aiutare coloro ai quali questa assistenza non è garantita o è difficilmente accessibile. In genere, alle persone straniere e italiane con fragilità sociale e sanitaria. Dal 2022 si è aggiunta, sempre sostenuta dall’associazione - che vive del cuore dei piacentini, Fondazione di Piacenza e Vigevano, cinque per mille, tesseramenti, donazioni - l’azione di supporto psicologico. E, purtroppo, l’offerta ha fatto registrare e continua a farlo picchi di richieste di aiuto. Poveri, e disperati.
Nei giorni scorsi si è tenuta l’assemblea della onlus guidata da Reboli, che si trova attualmente in locali della Confraternita di Torricella, in quartiere Roma, in ambienti condivisi con la Caritas. Nell’ultimo biennio sono stati seguiti dai 15-18 medici (interamente volontari) dell’ambulatorio sanitario 480 persone, e nel 2025 si sono registrati 150 nuovi ingressi, l’80% immigrati. Ma bussano alla porta anche tanti senza fissa dimora, oppure lavoratori precari temporaneamente sul nostro territorio, che necessitano di un dottore, facchini della logistica oppure lavoratori dei campi. «Siamo convenzionati con l’Ausl per garantirci i farmaci necessari - spiega Reboli - e sempre l’Ausl dà un supporto per il costo dell’assicurazione che copre i medici volontari».
L’intervento della Dimaggio non si ferma qui. Dalla semplice visita ambulatoriale (due aperture garantite a settimana) potrebbe scaturire il bisogno di visite specialistiche o di accertamenti diagnostici di maggiore livello. E, nel numero, rientrano anche le visite legali, necessarie per i richiedenti asilo in caso di domanda respinta. Insomma, l’anima di Gino Strada ha contagiato irrimediabilmente le cellule di tutti questi volontari, invisibili ai riflettori come i destinatari dei loro aiuti ma macina ore e solidarietà a pieni giri. «Negli ultimi anni - ragguaglia Reboli - è emerso prepotente il bisogno sul piano psicologico. Non potendo contare su specialisti volontari, abbiamo creato una cordata per un progetto che ha condotto alla collaborazione con l’Aps BEside. Dei professionisti degli esordi - conclude al presidente - voglio ricordare Lorenzo Raineri e Maria Tagliaferri». Oltre mille le prestazioni a carattere psicologico erogate.

