POS e registratori telematici: obbligo di collegamento

Confagricoltura Piacenza informa le imprese agricole sui nuovi adempimenti fiscali

Redazione Online
|1 ora fa
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Confagricoltura Piacenza richiama l’attenzione delle imprese agricole su un adempimento fiscale che interessa le attività che effettuano vendite al consumatore finale con emissione di documento commerciale. Dal 1° gennaio 2026 è infatti entrata in vigore la disposizione che prevede il collegamento tra gli strumenti di pagamento elettronico (POS) e i sistemi utilizzati per la certificazione dei corrispettivi, come i registratori telematici o la procedura web “Documento commerciale online”. La misura consente di mettere in relazione i dati relativi agli incassi effettuati tramite pagamenti elettronici con quelli registrati attraverso i documenti commerciali emessi dagli esercenti. Per consentire l’adempimento, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile dal 5 marzo 2026 un apposito servizio web all’interno del portale “Fatture e Corrispettivi”, attraverso il quale deve essere comunicato il collegamento tra i dispositivi.
«La disposizione riguarda tutte le attività che utilizzano registratori telematici o la procedura web dell’Agenzia delle Entrate per certificare i corrispettivi – spiega Michela Filippi, consulente fiscale di Confagricoltura Piacenza –. In concreto è richiesto di registrare sul portale dell’Agenzia delle Entrate l’abbinamento tra il POS utilizzato per incassare i pagamenti elettronici e lo strumento utilizzato per l’emissione del documento commerciale».
Nel comparto agricolo l’obbligo interessa in particolare le imprese che effettuano vendite dirette al consumatore finale con emissione di documento commerciale. Tra le situazioni più frequenti rientrano, ad esempio, le aziende agricole che dispongono di uno spaccio aziendale o di un punto vendita diretto e le imprese agrituristiche. In questi casi i POS utilizzati per accettare pagamenti elettronici devono essere collegati allo strumento utilizzato per la registrazione dei corrispettivi.
L’obbligo non riguarda invece i POS utilizzati esclusivamente per operazioni per le quali non è prevista la memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi. Nel settore agricolo questo può avvenire, ad esempio, per i produttori che operano in regime speciale IVA ai sensi dell’articolo 34 del DPR 633/72 per la vendita dei propri prodotti oppure per le operazioni documentate esclusivamente mediante fattura. Occorre tuttavia prestare attenzione alle situazioni in cui un’impresa svolga attività diverse utilizzando lo stesso dispositivo: se un POS viene utilizzato sia per operazioni esonerate sia per vendite con emissione del documento commerciale, il collegamento deve comunque essere effettuato.
Devono essere collegati tutti gli strumenti utilizzati per accettare pagamenti elettronici relativi a corrispettivi certificati, compresi i POS fisici, i dispositivi installati su smartphone o tablet (soft-POS) e i POS virtuali utilizzati per pagamenti online. Il bonifico bancario non rientra tra gli strumenti da collegare, anche se nel documento commerciale l’incasso dovrà comunque essere indicato come pagamento elettronico. Il collegamento tra POS e registratore telematico non richiede interventi tecnici sui dispositivi ma consiste in una comunicazione telematica da effettuare tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate. Gli operatori devono accedere all’area riservata “Fatture e Corrispettivi” con le proprie credenziali digitali e utilizzare la funzione dedicata al collegamento tra dispositivi. Per completare la procedura è necessario indicare la matricola del registratore telematico, i dati identificativi del POS, i dati dell’intermediario finanziario che gestisce il dispositivo e l’indirizzo dell’unità locale presso cui gli strumenti sono utilizzati. Per le attività svolte in forma ambulante non è necessario indicare l’indirizzo.
 il collegamento deve essere effettuato entro il 20 aprile 2026. Per gli strumenti attivati successivamente, l’abbinamento dovrà essere registrato a partire dal sesto giorno del secondo mese successivo alla disponibilità del POS ed entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese. Il mancato collegamento tra POS e strumenti di certificazione dei corrispettivi può comportare una sanzione amministrativa compresa tra 1.000 e 4.000 euro, oltre alla possibile sospensione dell’attività nei casi previsti dalla normativa. Sono inoltre previste sanzioni nel caso di errata indicazione della modalità di pagamento nel documento commerciale.
«È opportuno che le imprese verifichino per tempo la propria situazione e la documentazione relativa ai dispositivi utilizzati – conclude Michela Filippi –. Gli uffici di Confagricoltura Piacenza restano a disposizione per fornire chiarimenti e supportare le aziende nell’adempimento previsto».
 
Michela Filippi, consulente fiscale di Confagricoltura Piacenza
Michela Filippi, consulente fiscale di Confagricoltura Piacenza