«Allarme export e costi di produzione»: la guerra in Iran e gli effetti sotto casa

Realtà industriali piacentine preoccupate per il conflitto in Medio Oriente che bussa anche alla porta di casa nostra

Filippo Lezoli
|1 ora fa
«Allarme export e costi di produzione»: la guerra in Iran e gli effetti sotto casa
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Fertilizzanti, Oil&Gas, polimeri. Non solo. Generi alimentari e componenti meccanici. Nel mondo in cui è tutto è interdipendente, la guerra in Medio Oriente bussa anche alla porta di casa nostra, con conseguenze economiche poco liete, come sottolineano le due associazioni che rappresentano il mondo imprenditoriale.
«Una componente importante dell’economia piacentina è legata all’Oil&Gas ed è esposta alle dinamiche del Golfo - dice a proposito Luca Groppi, direttore di Confindustria Piacenza - ma la chiusura dello Stretto di Hormuz non si limita a gas e petrolio: condiziona anche altre categorie come ad esempio fertilizzanti, sostanze chimiche e polimeri». Difficile dire se esista un settore al riparo. «A cascata le tensioni colpiranno tutta la catena, giungendo anche a comparti apparentemente slegati dal conflitto - dice ancora Groppi - la grande variabile sarà la durata dello shock, che se dovesse permanere potrebbe portare a un reale aumento dei prezzi alla produzione».  
E così non è inatteso sentire dire ad Andrea Paparo, direttore di Confapi Industria Piacenza, che «c’è preoccupazione per più aspetti». «In primo luogo per l’aumento del carburante che impatta prima sulle aziende di trasporti e a cascata su tutte le altre - precisa - e poi naturalmente per l’aumento delle bollette». Sotto quest’ultimo punto di vista, Paparo spiega che da anni «Confapi ha un gruppo di acquisto di energia elettrica e gas. Per quest’ultimo, ad esempio, abbiamo un prezzo fissato per tutto l’anno, che mette al riparo da questi aumenti. D’altronde comprando assieme si compra meglio, piuttosto che farlo individualmente».