Carne equina sarà la fine? Galoppa la protesta
Sono giunte in Parlamento tre proposte di legge bipartisan per il riconoscimento dello status giuridico di “animale da affezione” a cavalli e pony, muli, asini e bardotti
Filippo Lezoli
|7 mesi fa

«Stasera una picùla non me la toglie nessuno» dice una signora al banco della macelleria equina Bissi, in via Veneto. Chissà, incrocino le dita gli amanti della cucina piacentina, ma potrebbe essere il caso di togliersi tutte le voglie di carne di cavallo prima che sia troppo tardi.
Dopo svariati tentativi nelle scorse legislature, sono giunte in Parlamento tre proposte di legge bipartisan, a firma Susanna Cherchi (M5S) e Luana Zanella (Avs) e nel quale è confluita Michela Brambilla (Noi-Moderati) per il riconoscimento dello status giuridico di “animale da affezione” a cavalli e pony, muli, asini e bardotti. La novità è che, rispetto alle precedenti occasioni, l’iter si è messo in moto.
L’epilogo è operò tutto da scrivere.
L’epilogo è operò tutto da scrivere.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Fotovoltaico: scatta l'obbligo di teledistacco entro il 2027
2.
Fabrizio Corona punta al bowling di San Nicolò: «Trattative in corso»
3.
«Ordini annullati: tutto esaurito anche il gestore». A San Nicolò dopo 60 anni chiude il distributore Enilive
4.
Capitelli cambia proprietà: Italmobiliare vende alla francese CA Animation. Azienda valutata 36 milioni

