Saldi al via, i commercianti: «Troppo lunghi e anticipati»
Da sabato, ma Confcommercio e Confesercenti invocano adesso un cambio normativo
Elisabetta Paraboschi
|7 mesi fa

Saldi, da sabato si ricomincia: i commercianti protestano
Saldi nuovi, ma la legge è vecchia. Ancora ferma a un mondo di quasi trent’anni fa dove le vendite online erano solo emergenti.
Sabato 5 in Italia - e dunque anche a Piacenza - partono i saldi estivi, con l’eccezione delle province di Trento e Bolzano, dove sono previste date diverse: dureranno 60 giorni, anche se le regioni sono autorizzate a gestire il calendario in autonomia. «Troppo lunghi e troppo presto» è il commento tranchant di Gianluca Barbieri, direttore di Confcommercio Piacenza. «Stesse regole per vendite online e no: è assurdo che alcuni che vendono online abbiano iniziato gli sconti già da un mese e mezzo» tuona Filippo Bulla, coordinatore del gruppo moda Fismo di Confesercenti Piacenza.
« Il mondo è cambiato, ma la normativa no - spiega Barbieri - la norma che disciplina le vendite è il decreto 114 del 1998 e la legge regionale che l’ha applicato è la numero 4 del 1999. Sono normative che risalgono a quasi trent’anni fa: basti pensare che un articolo della legge regionale parlava di favorire lo sviluppo del commercio online che all’alba del Duemila era agli albori. La realtà è cambiata e bisognerebbe aggiornare queste leggi: per questo come Confcommercio chiediamo che si metta mano a una riforma del decreto Bersani per quanto riguarda la materia saldi tanto più perché coi saldi il commerciante rinuncia a una parte del suo utile: prolungare per 60 giorni il periodo in cui il negoziante si “mangia” i suoi ricavi è qualcosa che oggi non ci possiamo più permettere perché danneggia l’economia e i bilanci dell’azienda».
Barbieri lo dice chiaro: « I saldi dovrebbero durare la metà e iniziare almeno 15 o 20 giorni dopo - spiega - e poi se si dovesse mettere mano alla legge sul commercio, occorrerebbe che ci fossero delle regole per compensare le penalizzazioni strutturali dei negozi in sede fissa rispetto all’online: penso ai costi del personale, dell’energia e ai rischi di calamità naturali». «Sicuramente per alcune categorie ha poco senso che i saldi incomincino ora - fa notare Bulla - il fatto è che se in inverno tutti hanno bisogno di un maglione o cuffia, in primavera-estate ci sono più categorie merceologiche e quindi la necessità di un determinato articolo è spalmata su mesi diversi: sicuramente l’inizio così prematuro dei saldi richiede ad alcune categorie di modificare gli acquisti, di comprare diversamente. Detto ciò, purtroppo è così da vent’anni e ci siamo sempre abbastanza adattati». Il problema per Bulla è dato principalmente dalla concorrenza sleale di alcune attività online: « Noi facciamo anche le vendite online, ma saldiamo tutto nello stesso momento - spiega - mentre invece capita di vedere online diversi sconti del 30 per cento già da un mese e mezzo: questo è scorretto e crea problemi. Poi è vero che i saldi iniziano troppo presto e dovrebbero durare meno».
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