Commissione tributaria, rischio trasferimento a Parma

Da circa un anno il ministero dell’Economia e delle Finanze ragiona su un progetto di riforma de che punta ad eliminare le sedi con un basso contenzioso con il fisco

Paolo Marino
Paolo Marino
|1 ora fa
La sede della Commissione tributaria in via San Bartolomeo a Piacenza
La sede della Commissione tributaria in via San Bartolomeo a Piacenza
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È una vecchia storia: ogni volta che viene avviato un progetto di razionalizzazione di un’istituzione o di un servizio in un’ottica di risparmio, è sempre Piacenza a perdere i pezzi. Era successo nel 2014 con la sede della centrale operativa del 118 trasferita a Parma. Copione simile tre anni fa con la creazione delle Camere di Commercio dell’Emilia. Ora sarebbe il turno della Corte di Giustizia Tributaria (l’ex Commissione Tributaria). Quella di Piacenza rischia di essere soppressa e accorpata a quella parmense. Una sorte che potrebbe toccare, giusto per guardare alle province confinanti, anche a Cremona, destinata a chiudere per essere trasferita a Mantova, e a Lodi, che traslocherebbe a Milano.
Da circa un anno il ministero dell’Economia e delle Finanze ragiona su un progetto di riforma de che punta ad eliminare le sedi con un basso contenzioso con il fisco. Nel febbraio 2025 l’idea appariva drastica: ridurre le attuali 103 corti di primo grado a 39. Una cura dimagrante successivamente ridimensionata, con il taglio di 22 sedi. La sforbiciata riguarderebbe anche gli uffici piacentini di via San Bartolomeo, guidati negli ultimi tre anni dal presidente Pio Massa, attualmente affiancato da cinque giudici e dove lavorano cinque dipendenti amministrativi. La decisione non è ancora definitiva, ma la strada appare tracciata. Oggi il plenum del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria (organo di autogoverno simile al Csm) esaminerà il piano che ridisegna la geografia delle corti chiamate a decidere sulle liti fiscali tra il cittadino e lo Stato.