CRV - In Consiglio regionale del Veneto la conferenza istituzionale ‘Armenia: quale futuro?’

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|1 giorno fa
CRV - In Consiglio regionale del Veneto la conferenza istituzionale ‘Armenia: quale futuro?’
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Oggi, nella sala Stampa “Oriana Fallaci” di palazzo Ferro Fini, è stata ospitata la conferenza istituzionale “Armenia: quale futuro?”, con i contributi di: Gagik Sarucanian, Console onorario della Repubblica d’Armenia in Venezia; Gianni Ephirikian, compositore musicale; Padre Hamazasp Kechichian, Priore del Monastero dell’isola di San Lazzaro degli Armeni; Sona Haroutyunian, docente dell’Università Ca’ Foscari Venezia; Antonia Arslan, scrittrice; Baykar Sivazliyan, Presidente dell’Unione degli Armeni d’Italia; Vartan Giacomelli, Consigliere dell’Associazione Italia Armenia; Mons. Levon Zekyan, Arcivescovo emerito degli Armeno-Cattolici di Costantinopoli.
Ha moderato l’incontro il capogruppo di Lega–LV, il consigliere regionale Riccardo Barbisan, che nell’introdurre i lavori ha spiegato di aver voluto organizzare la conferenza “Armenia: quale futuro?” perché la materia rientra tra le sue passioni e perché il genocidio e la storia degli armeni costituiscono un tema geopolitico importante ma ancora poco conosciuto e non adeguatamente trattato nei libri di scuola. La conferenza ha rappresentato un tentativo di ricordare la tragedia subita dal popolo armeno, di cui ricorrono i 111 anni, ma soprattutto un’occasione per parlare di futuro e prospettive per questo piccolo Stato ma grande Nazione, oggi giovane ma compiuta democrazia. Barbisan ha sottolineato l’importanza di riflettere anche sul presente e sul futuro dell’Armenia, considerando la scarsa attenzione mediatica alla questione del Nagorno-Karabakh, con l’obiettivo di rileggere la storia come chiave per costruire pace, giustizia e uomini di pace.
Il consigliere regionale ha inoltre annunciato il deposito di una Risoluzione in Consiglio regionale per esprimere solidarietà e vicinanza al popolo armeno e per riaffermare i sentimenti di amicizia tra Armenia e Veneto, evidenziando l’importanza della tutela del patrimonio culturale, artistico e religioso del Nagorno-Karabakh, affinché non venga distrutto né cancellata la memoria di radici millenarie.
Il Console onorario della Repubblica d’Armenia in Venezia, Gagik Sarucanian, ha portato i saluti istituzionali, sottolineando come un popolo che ha subito un genocidio non debba solo guardare al passato, ma costruire relazioni con i popoli vicini per una pace duratura nel Caucaso meridionale, aprendo nuove rotte commerciali e creando opportunità future.
Sarucanian ha ricordato che nel 2025, con la partecipazione e la mediazione di Donald Trump, Armenia e Azerbaijan hanno sottoscritto un accordo di pace, segnando un passo importante verso la stabilità e la riconciliazione. Il Caucaso meridionale sta così assumendo un ruolo strategico come ponte tra Europa e Asia, mentre l’Armenia si riafferma nella comunità internazionale con prospettive di cooperazione e integrazione.
Gianni Ephirikian ha contribuito con un video composto da musiche originali, fotografie storiche e immagini dell’Armenia, offrendo una testimonianza artistica e culturale.
Baykar Sivazliyan, Presidente dell’Unione degli Armeni d’Italia, ha evidenziato come la costruzione di un futuro solido passi dalla chiarezza sul passato, sottolineando l’importanza di ricordare il genocidio per evitare il ripetersi di simili crimini, soprattutto attraverso il lavoro educativo con gli studenti. Ha ribadito la necessità di perseguire giustizia, pace e verità storica sul genocidio armeno e ha ricordato la storica accoglienza riservata dal Veneto alla diaspora armena.
La scrittrice Antonia Arslan, collegata da remoto, ha affermato che il genocidio purtroppo non è concluso, ma continua come processo di annientamento culturale e identitario. Ha denunciato la narrative che sostiene la scomparsa degli armeni e ha ribadito la necessità di parlare del futuro dell’Armenia, Nazione viva e riconosciuta, con una civiltà millenaria minacciata anche da un genocidio culturale in Azerbaijan. Ha sottolineato l’importanza di relazioni economiche solide, in particolare con il Veneto.
Mons. Levon Zekyan, Arcivescovo emerito degli Armeno-Cattolici di Costantinopoli, ha tratto le conclusioni del convegno, offrendo una riflessione sul futuro costruito dalle persone stesse e sulle difficoltà legate allo sradicamento dalle tradizioni. Ha ribadito l’importanza della famiglia, della religione, delle chiese e delle scuole nelle comunità della diaspora, esprimendo preoccupazione per il Nagorno-Karabakh, in particolare per la sorte dei monumenti storici e per l’inimicizia tra armeni e azeri.
Zekyan ha ricordato come solo trent’anni fa la commemorazione del martirio armeno fosse considerata un gesto politicamente scomodo, dichiarando di voler essere non politicamente corretto, ma eticamente corretto. Ha infine evidenziato la contraddizione tra i principi di diritto internazionale dell’integrità territoriale e dell’autodeterminazione dei popoli, difficili da far convivere.
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