CRV - Quarta commissione, punto sulle Case circondariali: audizioni su Belluno e Rovigo
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|1 mese fa

Nel corso della seduta odierna, la Quarta commissione consiliare (valutazione delle politiche pubbliche e degli effetti della legislazione regionale, promozione della legalità), presieduta da Gianpaolo Trevisi (Pd), nell’ambito dell’approfondimento della situazione degli istituti penitenziari veneti, con particolare riferimento al sovraffollamento, alle condizioni sanitarie e psicologiche delle persone detenute e alle condizioni di lavoro delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria, ha ospitato in audizione: Fabiana Sasso, Direttrice Casa circondariale di Belluno; Emanuele Bleve, Comandante Casa circondariale di Belluno; Mattia Arba, Direttore Casa circondariale di Rovigo.
A margine della seduta, questo il commento dal Presidente Gianpaolo Trevisi.
“Prosegue il nostro percorso, importante e interessante, di approfondimento della situazione presente all’interno degli istituti penitenziari del Veneto – ha spiegato Trevisi - Alcuni temi ritornano, nelle diverse province, a dimostrazione del fatto che esistono criticità e dinamiche comuni. Oggi, in particolare, analizzando la realtà presente all’interno della Casa circondariale di Belluno, abbiamo avuto conferma del grande lavoro svolto quotidianamente dalle donne e dagli uomini della Polizia penitenziaria che affrontano turni difficili e complessi, ricorrendo molto spesso a straordinari che diventano quasi obbligatori; senza di essi, infatti, non sarebbe possibile garantire la copertura dei servizi. Proprio per questo, abbiamo provato un sentimento condiviso di riconoscenza: un grazie ai Direttori, ai Comandanti e a tutto il personale, perché ascoltando le loro parole si comprende davvero quanto il loro lavoro sia impegnativo e quanto sia grande la capacità nel portarlo avanti.”
“Inoltre, è stato particolarmente significativo il racconto del Direttore della Casa circondariale di Rovigo, che ha posto l’attenzione su aspetti meno visibili, ma profondamente umani – ha aggiunto il Presidente Gianpaolo Trevisi - Tra questi, la solidarietà che talvolta emerge anche tra i detenuti: persone che, pur non avendo nulla, trovano il modo di aiutarsi reciprocamente, condividendo quel poco che hanno per garantire almeno i bisogni minimi quotidiani. Anche questo è un elemento che merita attenzione. La nostra intenzione è arrivare, al termine di questo percorso, alla redazione di un documento unico che sintetizzi quanto emerso dagli incontri. Proseguiremo quindi con ulteriori audizioni, coinvolgendo anche i Garanti dei detenuti, che rappresentano l’altra faccia della stessa realtà. L’obiettivo è individuare possibili interventi, sia a livello regionale, sia nazionale. In ogni caso, riteniamo che il lavoro di ascolto sia già di per sé fondamentale, perché contribuisce a riconoscere il valore e l’importanza di tutte le persone che operano in questo settore.”
La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO
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