CRV - Sciopero Rai - Ciambetti: “I tagli della sede Rai Venezia impoveriscono democrazia e cultura"
Redazione Online
|4 anni fa

“Lo sciopero dei giornalisti della sede Rai di Venezia segna un momento importante che mi auguro possa essere colto dalla dirigenza del servizio pubblico radiotelevisivo: abbiamo visto in quest’anno quanto l’informazione sia un bene prezioso e quanto contino nella diffusione di dati e notizie radio e televisioni. Il servizio pubblico regionale può e deve svolgere un ruolo fondamentale, essere punto di riferimento dei cittadini. Le scelte della Rai sembrano cozzare nel Veneto contro questa opportunità e smentiscono il ruolo istituzionale del servizio pubblico”. Il presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti segue “con molta preoccupazione la vicenda dei tagli pianificati per l’informazione territoriale e sportiva della sede regionale. Non c’è ombra di dubbio: i tagli della sede Rai a Venezia impoveriscono la democrazia e la cultura. – ha detto Ciambetti – La Rai non è di certo esente da pecche e spesso sembra dimenticare la sua funzione pubblica, come abbiamo visto purtroppo in molti talk show e in tante occasioni sprecate anche durante la pandemia. Ma i sono anche trasmissioni che dimostrano le grandi potenzialità del servizio pubblico che deve avere una propria personalità, un proprio stile diverso da quello delle emittenti private proprio perché diverso è l’obiettivo di fondo. In questo contesto l’informazione regionale può essere una carta decisiva e m’azzardo ad auspicare e chiedere maggiori spazi alle sedi regionali con approfondimenti sulla realtà locale, le tradizioni, la cultura e le lingue regionali. Maggiori spazi significa anche dare opportunità significa anche creare spazi per gruppi o realtà regionali, ma anche sfruttare le straordinarie occasioni che ogni Regione italiana offre: pensiamo al nostro veneto, al teatro Olimpico di Vicenza, il teatro romano o l’Arena di Verona, le piazze delle nostre città, le ville e i castelli, ‘location’ e panorami che il mondo ci invidia e che potrebbero trovare spazio in una produzione autenticamente regionale. Purtroppo la Rai italiana parla solo in romano e la scelta dei tagli per le sedi regionali, in special modo per il Veneto, lascia tanta amarezza e preoccupa non poco”.
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