‘ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), bambini e adolescenti

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|1 giorno fa
‘ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), bambini e adolescenti
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Oggi, nella sala stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, la consigliera regionale Anna Maria Bigon (Pd), componente della commissione consiliare competente in politiche sociosanitarie, è intervenuta sul tema: “ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività), bambini e adolescenti, tra servizi territoriali carenti e inesistenti”, assieme a Cristina Ceriani, Presidente del gruppo ‘ADHD Veneto’, e a Valentina Zenatti, Vicepresidente del gruppo.
“Oggi portiamo all’attenzione un tema, quello dell’ADHD, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, che per troppo tempo è restato ai margini delle politiche regionali – ha affermato Anna Maria Bigon –. Eppure, decine di migliaia di veneti, il 2% della popolazione, sono coinvolti. La presa in carico è insufficiente, le diagnosi sono tardive, i percorsi di cura disomogenei, ogni Ulss sembra agire per conto proprio, manca il necessario sostegno alle famiglie e si ricorre sempre di più al settore privato. Anche la formazione dei professionisti è inadeguata. Bisogna investire di più nella prevenzione.
Per cercare di rispondere a tutte queste criticità, abbiamo depositato, negli ultimi anni, tre mozioni. Con la prima, abbiamo chiesto l’aumento e il potenziamento dei servizi territoriali e che venga garantita maggiore omogeneità nelle cure, dato che oggi vi sono differenze significative tra le varie Ulss. Con il secondo provvedimento, abbiamo chiesto che il personale sanitario e i professionisti vengano adeguatamente preparati per riconoscere i primi sintomi della patologia e arrivare rapidamente a una diagnosi. Crediamo infatti che sia fondamentale effettuare una diagnosi tempestiva: due anni di attesa non sono accettabili, per le famiglie e per i ragazzi. La terza mozione chiede che ogni Ulss sia dotata di un centro dedicato alla presa in carico dell’ADHD: un luogo dedicato alla diagnosi, alla formazione e all’erogazione dei servizi, capace di offrire un supporto concreto alle famiglie e alle persone, minori e adulte, che convivono con questo disturbo.”
“In sede di bilancio, abbiamo chiesto alla Regione più investimenti. I nostri emendamenti non sono stati accolti, ma continueremo a lavorare su questo fronte”, ha concluso Bigon.
Chiara Luisetto, Vicepresidente della Quinta commissione, ha sottolineato l’importanza della conferenza stampa che, attraverso voci professionali, ha portato all’attenzione il tema dell’ADHD. Più in generale, ha evidenziato come la tematica del disagio giovanile sia molto sentita e come i ragazzi non siano sufficientemente accompagnati nelle loro fragilità. Serve una presa in carico tempestiva, che può fare la differenza. La Regione ha la responsabilità di intervenire.
Cristina Ceriani e Valentina Zenatti, rispettivamente Presidente e Vicepresidente del gruppo ‘ADHD Veneto’, che fornisce supporto alle famiglie e alle persone affette da ADHD e promuove la conoscenza del disturbo tramite eventi e incontri, hanno illustrato alcune slide che fotografano le principali criticità legate all’ADHD.
“Il nostro impegno è innanzitutto quello di ascoltare le famiglie e le persone affette da ADHD – ha spiegato Cristina Ceriani –. Organizziamo gruppi di mutuo aiuto con cadenza mensile, in modalità online, per raggiungere tutto il Veneto. Questo ci permette di creare una rete e condividere esperienze e difficoltà. A Verona, inoltre, siamo in contatto con il Provveditorato agli Studi e abbiamo affiancato gli sportelli scolastici. Offriamo alle famiglie un orientamento concreto, indicando a quali medici e psicologi rivolgersi e quali percorsi intraprendere. Molte famiglie si trovano spiazzate e non sanno dove andare. Le principali criticità riguardano i tempi di attesa per la diagnosi nei bambini: spesso servono anche due anni, e ogni mese perso è cruciale. Nei ragazzi più grandi emerge il problema della dispersione scolastica, mentre negli adulti, se il disturbo non viene intercettato in tempo, possono insorgere ulteriori difficoltà come dipendenze, isolamento sociale, problemi relazionali, separazioni e perdita del lavoro.”
Valentina Zenatti ha presentato i risultati di un sondaggio condotto tra le famiglie con persone affette da ADHD.
Nel corso della conferenza stampa sono stati riportati alcuni dati che evidenziano una forte disomogeneità tra le diverse Ulss del Veneto nell’affrontare l’ADHD. Con riferimento all’anno 2022, l’Ulss 4 ‘Veneto Orientale’ ha registrato un elevato tasso di minori seguiti, mentre l’Ulss 6 Euganea ha seguito la percentuale più alta di adulti rispetto ai minori.
Per quanto riguarda le terapie utilizzate nel periodo 2022–2024, l’Ulss 4 ‘Veneto Orientale’ ha fatto ricorso esclusivamente alla terapia farmacologica, mentre le Ulss 1 ‘Dolomiti’, 2 ‘Marca Trevigiana’, 7 ‘Pedemontana’ e 8 ‘Berica’ hanno privilegiato la terapia psico-educazionale. Nel 2024, l’Ulss 7 ‘Pedemontana’ ha registrato oltre 300 nuovi casi di ADHD tra gli adulti, e l’Ulss 6 ‘Euganea’ oltre 250.
Il disturbo comporta un forte stress per le famiglie nella gestione della quotidianità: quasi il 30% dei genitori ha risposto “abbastanza” alla domanda su quanto sia difficile per il figlio iniziare compiti o faccende domestiche senza solleciti ripetuti. La diagnosi arriva spesso dopo un lungo percorso: oltre il 29% dei genitori ha dichiarato di essere ancora in attesa della diagnosi ufficiale e della certificazione. Quasi il 60% delle famiglie ha dovuto rivolgersi al settore privato, per evitare le liste di attesa, sostenendo costi tra i 300 e i 1000 euro.
Emerge anche un problema di formazione: quasi il 45% delle famiglie ritiene che i docenti siano poco preparati nella gestione dell’ADHD, spesso confuso con mancanza di volontà o cattiva educazione. Per il 56,8% delle famiglie, la scuola tiene conto delle certificazioni redatte da professionisti non appartenenti al Servizio Sanitario Nazionale.
Il 16,2% delle famiglie ha dichiarato che il figlio, dopo essere stato costantemente sgridato o sorvegliato a scuola, tende a chiudersi in sé stesso e a non partecipare più alle attività didattiche, mentre il 9,5% segnala la comparsa di un forte senso di ingiustizia e rabbia verso l’istituzione scolastica.
Anche in ambito lavorativo l’impatto è rilevante: il 41,2% degli adulti affetti da ADHD si è sentito molto limitato nelle possibilità di scelta lavorativa. Stretto anche il legame con le dipendenze: il 41,2% ha dichiarato di aver fatto spesso ricorso a sostanze come nicotina, caffeina in eccesso o alcol per gestire i sintomi dell’ADHD o lo stress derivante dal sentirsi inadeguato a scuola o sul lavoro.
La responsabilità editoriale e i contenuti del presente comunicato stampa sono a cura del Consiglio Regionale del Veneto.