Francesco Testa premiato al Romics per il miglior doppiaggio di “Ronja. Figlia di brigante”

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Francesco Testa premiato al Romics per il miglior doppiaggio di “Ronja. Figlia di brigante”
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Francesco Testa, direttore del doppiaggio, doppiatore e regista romano, si è aggiudicato il premio per il Miglior doppiaggio serie d’animazione alla ventunesima edizione del Gran Galà del Doppiaggio, svoltasi l’11 aprile 2026 all’interno della cornice del Romics. Il riconoscimento gli è stato assegnato per “Ronja, figlia di brigante”, adattamento televisivo in ventisei episodi dell’omonimo romanzo fantasy di Astrid Lindgren (già autrice di Pippi Calzelunghe), animato dallo Studio Ghibli e diretto da Gorō Miyazaki.
Per Testa si è trattato di un premio inatteso: “È stato indescrivibile, prima di tutto perché assolutamente inaspettato. Mi sono ritrovato in nomination con serie importanti, dirette da colleghi che stimo molto, e già essere lì con loro per me era un grande onore”, racconta.
“Ronja. Figlia di brigante” è una serie d’animazione ambientata nell’Europa del Medioevo che racconta le avventure della figlia del capo brigante Mattis. La sua vita, immersa nella natura e circondata da creature fantastiche, cambia quando stringe amicizia con il figlio del nemico giurato di suo padre. A quel punto la ragazza deciderà di sfidare la faida familiare scappando di casa con il nuovo amico per vivere nei boschi.
“L’aspetto più difficile è stato riuscire a restituire l’emotività dei personaggi, perché la psicologia di ciascuno può cambiare radicalmente da un istante all’altro”, spiega Testa. “Ronja è una protagonista dalla struttura unica. Riuscire a riprodurre fedelmente le sue emozioni è stato davvero impegnativo, sia per gli attori sia per me, che dovevo tenere insieme tutto. In questo abbiamo avuto il supporto di Agnese Marteddu (doppiatrice di Ronja), che è stata, a mio avviso, straordinaria”.
Il direttore sottolinea quanto la serie sia stata apprezzata in sala di registrazione prima ancora che dal pubblico, il quale ha accolto molto positivamente la prima serie di animazione dello Studio Ghibli. Il risultato è stato una coralità capace di coinvolgere tutte le figure professionali, dall’assistente al doppiaggio al fonico, fino agli interpreti.
“Il premio è stato consegnato a me, ma appartiene a tutto il gruppo che ha lavorato a Ronja, con una menzione speciale allo staff della D-Hub Studios, che si è dimostrato accogliente e professionale nel rispondere alle mie indicazioni”.
Il lavoro di direzione, nel suo caso, nasce da una lunga familiarità con il suono e con la sala di registrazione. Francesco Testa ricorda quando, da bambino, accompagnava il padre Paolo, storico conduttore radiofonico di Supersonic su Rai Radio Due, durante i turni di doppiaggio.
“Quando prestava la voce ai narratori, papà stava seduto su uno sgabello e io, ancora piccolissimo, mi accoccolavo tra le sue braccia. Quando vedevo accendersi la luce rossa trattenevo addirittura il respiro per paura di fare rumore”. Un’immagine che restituisce bene il legame precoce con un mestiere che, negli anni, sarebbe diventato il suo.
Testa ha attraversato diverse fasi del lavoro dietro le quinte, inizialmente come fonico di doppiaggio.
“Ho sempre avuto la passione per il video, per il cinema e in particolare per il cinema documentario, per il montaggio e la fotografia. Sentivo l’esigenza di qualificarmi sempre di più, per questo ho iniziato l’Accademia a Cinecittà e ho approfondito tutto ciò che riguarda il cinema e le tecniche di direzione degli attori. Spesso sgattaiolavo nelle aule dedicate alla recitazione per assistere anche ai loro corsi”.
Terminati gli studi, ha lavorato come aiuto elettricista, microfonista, aiuto regista e poi regista.
“Sono state esperienze bellissime, ma il richiamo del doppiaggio era sempre il mio chiodo fisso”.
La svolta è arrivata con i primi turni come assistente al doppiaggio.
“Mi sembrava di essere tornato bambino. Mi sono lanciato a capofitto nel lavoro e, grazie a chi ha creduto in me, sono arrivati presto anche i primi turni di brusio come attore”.
Negli anni Francesco Testa ha maturato una lunga carriera sia come doppiatore che come direttore del doppiaggio. Tra le sue esperienze figurano il doppiaggio di Álvaro Morte ne Il segreto e di Julian Assange nel film The Julian Assange Story. Come direttore ha seguito, tra gli altri, titoli come Kiseiju, Death Parade, The Promised Neverland, Max & the Midknights, Ronja. Figlia di brigante, Project Blue Book, Miss Scarlet and the Duke, Sono vergine e All Her Fault.
“Ciò che mi affascina del doppiaggio è ricreare e restituire emozioni usando solo la voce. Ogni progetto ti costringe a ricominciare da capo. È per questo che non si smette mai di imparare”.
Il presente è fitto di progetti: Testa sta lavorando alla quarta stagione di Max & the Midknights e a nuove serie per Sky, Rai e Paramount, i cui titoli sono ancora riservati.
Accanto al doppiaggio, continua a dedicarsi alla regia:
“Da oltre dieci anni collaboro come regista per un gruppo editoriale internazionale impegnato nella divulgazione culturale. È uno stimolo continuo”.
Tra le prospettive future non esclude l’insegnamento. Già oggi tiene masterclass di doppiaggio e guarda con interesse alla formazione delle nuove generazioni:
“Mi piace incontrare le voci di domani”, dice, lasciando aperta la possibilità di un corso dedicato anche ai più piccoli.
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