Samuelli (Confesercenti): «Piacenza Expo fondamentale catalizzatore per il turismo»
Il direttore: «Serve impegno da tutto il territorio per continuare a incrementarne valore e sviluppo». Intanto si fa chiarezza su Pos e registratori telematici
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|1 ora fa

Un momento dei campionati nazionali di scherma, tenutisi a Piacenza Expo poche settimane fa
Nei suoi venticinque anni di storia, Piacenza Expo (discendente diretta, fino agli anni ‘90, dell’Ente Autonomo Fiere Piacentine) ha saputo crescere costantemente ma anche adeguarsi ai cambiamenti esposti dal mercato fieristico. Non solo progettando e realizzando eventi specialistici e tematici diventati nel tempo veri e propri punti di riferimento a livello internazionale, come Apimell, Armi&Bagagli o Geofluid, ma anche potenziando e ammodernando le proprie strutture espositive.
Grazie a un ricco e variegato calendario fieristico, Piacenza Expo catalizza ogni anno circa 200.000 persone tra espositori, allestitori, tecnici, giornalisti e visitatori, generando consistenti ricadute economiche a favore del territorio. Nessun altra realtà piacentina, numeri alla mano, è in grado di eguagliare Piacenza Expo che, indirettamente, svolge anche una importante attività di incoming.
«Consistenti flussi di “potenziali turisti” - interviene Fabrizio Samuelli, direttore di Confesercenti Piacenza - che con la collaborazione e la sinergia delle Associazioni di categoria, devono poter prolungare la loro esperienza sul “dopo-fiera”, legato soprattutto alle eccellenze enogastronomiche, naturalistiche e paesaggistiche piacentine. È fondamentale unire le forze, fare squadra, proporre soluzioni e itinerari ai tanti partecipanti».
Oggi Piacenza Expo può contare su strutture espositive coperte per circa 15.000 mq a cui si aggiungono le aree outdoor per altri 25.000 mq. È logico, quindi, che certi eventi fieristici caratterizzati da una crescita (qualitativa e quantitativa) continua e costante nel tempo rischiano, col passare degli anni, di emigrare verso quartieri fieristici di maggiori dimensioni.
«Viene da pensare - prosegue Fabrizio Samuelli - che Piacenza Expo sia una specie di nursery, un fondamentale incubatore. Che grazie alle indubbie capacità della Direzione e alla favorevole posizione geografica permetta la nascita e la crescita di nuove fiere (vedi da ultimi Metal Materia ed Aquawatt) che non avrebbero ottenuto spazio in altro contesto. Poi, una volta sviluppate e consolidate, mancano gli spazi “fisici” per restare. È evidente che se si vuole veramente garantire un futuro a Piacenza Expo risulti fondamentale investire in questa eccezionale vetrina per il nostro territorio dotandola di nuove strutture espositive e servizi, come i parcheggi, adeguati».
Per continuare a incrementare il valore di Piacenza Expo saranno necessari investimenti e programmi di sviluppo che richiedono un maggiore coinvolgimento, strategico e decisionale, di tutta la compagine sociale, sia pubblica che privata.
«Un impegno – conclude Samuelli – cui Confesercenti Piacenza garantirà la piena adesione per il grande valore strategico di Piacenza Expo».
Corrispettivi e POS, nessuna stretta automatica dal Fisco
Il provvedimento applicativo dell’Agenzia delle Entrate riferito al collegamento obbligatorio tra POS e Registratori telematici continua a far parlare stante anche le presunte criticità evidenziate da più operatori del settore.
In un recente incontro avuto a livello nazionale la stessa Agenzia delle Entrate ha di fatto confermato che si tratta di mero passaggio fisiologico e naturale di un processo che è iniziato già da molti anni in tema di certificazione ed invio telematico dei corrispettivi. In particolare l’Amministrazione ha tenuto a chiarire che i piccoli scostamenti, derivanti con ogni probabilità da errori nel corso dello svolgimento dell’attività (ai quali, nel caso l’esercente se ne renda conto, si può sempre far fronte annullando le transazioni o correggendole), non costituiscono una motivazione valida di controllo o comminazione di sanzione automatica. A tal fine è stata fornita una precisa indicazione alla Guardia di Finanza.
«Come Associazione – interviene Fabrizio Samuelli – procederemo a una attività di pressione politica volta a modificare quanto prima l’impianto sanzionatorio attualmente in vigore che di fatto è palesemente iniquo e di complessa gestione per una Amministrazione che si dichiara a favore del dialogo e della compliance con il contribuente».

