Imprese straniere in calo, in un anno chiuse 242 realtà
I dati piacentini della Camera di commercio dell’Emilia in controtendenza rispetto a Parma e Reggio Emilia e alla media nazionale
Redazione
|2 ore fa

Calano le imprese straniere a Piacenza. A evidenziarlo è l’analisi della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura dell’Emilia. Il terzo trimestre 2026 ha confermato il calo già registrato nella prima parte dell’anno per quanto riguarda il numero delle imprese piacentine guidate da stranieri. La flessione, pari al 5,9%, appare in lieve attenuazione rispetto a quella segnata alla fine del semestre scorso, quando si attestava a un -6,3%.
In termini assoluti, a Piacenza si contano oggi 242 imprese a guida straniera in meno rispetto a un anno fa. Il dato si pone in netta controtendenza rispetto alle province di Parma e Reggio Emilia, dove si sono registrati invece aumenti rispettivamente del 3,1% e del 3,9%. L’andamento locale risulta inoltre difforme dalla tendenza alla stabilità rilevata a livello nazionale, dove si è registrato un lievissimo incremento dello 0,2%.
Nonostante la contrazione, il peso delle 3.891 imprese attive guidate da stranieri sul sistema imprenditoriale locale si conferma rilevante, con un’incidenza del 15,7% sul totale che supera sia la media regionale (14,8%) sia quella nazionale (12,1%).
Le analisi dell’Ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia, basate su dati Infocamere, evidenziano una forte specializzazione settoriale. Il comparto delle costruzioni guida la classifica con 1.497 unità e una quota del 38,5% sul totale, pur perdendo il 13,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, vale a dire 240 imprese. Seguono il commercio, che conta 689 realtà con un’incidenza del 17,7% e una contrazione del 7,0%, e i servizi alle imprese, che registrano 561 attività e segnano un aumento del 3,5%. Tra gli altri settori di rilievo figurano l’alloggio e la ristorazione con 404 aziende (+1,5% rispetto allo stesso periodo del 2025), i servizi alla persona con 350 unità (+10,1%, pari a 32 unità in più), la manifattura con 281 realtà (-3,8%) e l’agricoltura, che conta 105 imprese con un incremento dell’1,9%.
L’esame della natura giuridica evidenzia una netta predominanza delle ditte individuali che, con 3.009 unità, rappresentano il 77,3% sul totale, pur avendo subito un calo del 9,4% rispetto al terzo trimestre 2025. In controtendenza si muovono le forme societarie più strutturate: le società di capitale crescono del 10,7% raggiungendo le 672 unità, mentre le società di persone salgono dello 0,5% attestandosi a quota 183.
Per quanto concerne la provenienza dei titolari di ditte individuali, l’Albania si conferma il primo Paese d’origine con 598 imprenditori, pari al 19,9% del totale. Seguono il Marocco con 314 titolari (10,4%), la Romania con 262 (8,7%), la Macedonia con 227 (7,5%) e la Cina con 210 (7,0%).
A livello geografico, la distribuzione nel territorio piacentino vede il Comune capoluogo al vertice sia per volumi sia per densità, con 1.965 imprese attive e un’incidenza del 21,4% sul totale delle attività presenti nel Comune. Tra gli altri Comuni della provincia si distinguono per un’elevata presenza straniera Castel San Giovanni con 219 realtà (incidenza sul totale al 21,0%), Fiorenzuola d’Arda con 219 aziende (16,9%), Rottofreno con 138 imprese (20,5%) e Borgonovo Val Tidone con 114 unità attive e un’incidenza del 20,3% sul totale delle imprese presenti localmente.

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