La guerra in Medio Oriente preoccupa le categorie produttive
Le previsioni parlano già di stangate per le bollette della luce e del gas. Gli effetti allarmano l'economia piacentina. Parenti: "Diversificare le fonti". Paparo: "Rischiamo di tornare al 2022"
Thomas Trenchi
|3 mesi fa

L’instabilità in Medio Oriente, con le tensioni crescenti che coinvolgono l’Iran e le rotte di navigazione nel Golfo, rischia di trasformarsi in una nuova ondata di rincari energetici. Le previsioni parlano già di stangata per le bollette di luce e gas, mentre gli effetti si fanno sentire tra imprese e famiglie piacentine, allarmando le categorie economiche locali.
A tracciare il quadro è Nicola Parenti, presidente provinciale di Confindustria: «L’Italia arriva a questa crisi geopolitica già con un handicap strutturale: i nostri costi energetici sono più alti rispetto ai principali competitor europei, ancora prima che lo scontro in Iran cambiasse le carte in tavola. Il decreto bollette è stato calibrato su uno scenario superato dai fatti. Ci troviamo stretti tra più fuochi, abbiamo abbandonato il gas russo e ora i flussi dal Qatar sono bloccati. Quanto durerà il conflitto è la variabile che nessuno sa leggere, ma le imprese non possono permettersi di aspettare. Serve accelerare con determinazione sulla diversificazione delle fonti e sulle rinnovabili».
Sul fronte delle piccole e medie imprese, Andrea Paparo, direttore provinciale di Confapi Piacenza, evidenzia le conseguenze dei contraccolpi geopolitici: «Se il Qatar venisse completamente escluso dall’equazione del Gnl, i prezzi potrebbero facilmente tornare verso i 100 euro al MWh, riportandoci ai livelli del 2022. Questo metterebbe a rischio l’intero complesso energetico europeo e, con esso, la tenuta del nostro sistema produttivo».
Enrica Gambazza, direttore provinciale di Cna Piacenza, mette in guardia sulle conseguenze per il tessuto artigiano: «Le imprese artigiane sono già penalizzate da un costo dell’energia più gravoso. Con il decreto bollette si stava cercando di fronteggiare l’emergenza, ma la recrudescenza del conflitto e l’aggravamento dello scenario provocano effetti immediati sui mercati e sulle attività produttive».
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