Fotovoltaico sulla Pertite, Foti: «No, è propaganda». Il Comune: «Sono atti ufficiali»
Il ministro: «Sembra che il sindaco di Piacenza voglia presentarsi quale salvatrice della città». La replica: «Surreale: non c’entra la campagna elettorale, ma i fatti»
Redazione Online
|6 ore fa

L'area della ex-Pertite a Piacenza
«Non verrà realizzato alcun impianto fotovoltaico sull’area ex Pertite, ma per contro vi è la disponibilità da parte dell’Autorità Militare, confermatemi dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, a cedere una parte della detta area - circa 60.000 metri quadrati - al Comune di Piacenza, sempre che lo stesso intenda a dare corso alla richiesta avanzata a suo tempo dal sindaco Patrizia Barbieri». E' il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, a specificarlo in una nota dopo il post sui social pubblicato dalla sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, nel quale spiegava di aver «ricevuto dal Ministero della Difesa un documento che inserisce l’area Ex Pertite tra i siti destinati allo sviluppo di impianti per la produzione di energia».
«Pare evidente che essendo già in campagna elettorale, il sindaco di Piacenza voglia presentarsi quale salvatrice della città - prosegue Foti -, così come la propaganda pubblicitaria per lei studiata la induce a fare, ma da una semplice verifica istituzionale, che il sindaco ha omesso di promuovere, si ha la conferma che sull’ex Pertite non sarà collocato alcun impianto fotovoltaico. L’inserimento nel Programma sottoposto a VAS del sito Ex-Pertite, che risale ad un procedimento avviato da tempo, non comporta infatti in alcun modo la realizzazione di un impianto FER, tanto più in ragione del fatto che la Forza Armata ha individuato una diversa destinazione d’uso dell’area in questione».
«La scheda identificativa diffusa dal Sindaco serve solo a caratterizzare il sito sotto il profilo ambientale e paesaggistico e formalizzarne la qualificazione di "area idonea" ex lege - si legge ancora nel comunicato del ministro -. Ciò che è grave, deplorevole e inammissibile, e che attesta il carattere meramente strumentale della presa di posizione del Sindaco, è che la stessa, benché informata via messaggio telefonico fin dalla prima mattina dal generale Michele Sirimarco di quanto sopra, si è ben guardata fino ad ora di chiarire - come chi scrive ha fatto - la situazione, all’evidenza preferendo mantenere lo scoop il cui scopo elettorale è destinato, per altro, ad infrangersi sugli scogli come è delle barche alla deriva».
La replica della sindaca Katia Tarasconi
«Definire propaganda la lettura di un documento ufficiale della Difesa, arrivato ieri al Comune e che riguarda direttamente la Pertite, è francamente surreale: qui non c’entra la campagna elettorale, c’entrano i fatti». E' quanto contenuto nella replica della sindaca Katia Tarasconi alle affermazioni del ministro Foti.
«Leggo di una presunta "smentita", ma francamente non è chiaro cosa si stia smentendo: il Comune di Piacenza ha ricevuto ieri, 15 aprile 2026, un documento ufficiale della Difesa, senza alcun coinvolgimento preventivo, che riguarda l’area ex Pertite. All’interno di quel documento è presente una scheda che inserisce esplicitamente la Pertite nel Programma per lo sviluppo delle energie rinnovabili della Difesa e la individua come area idonea per un possibile impianto. Io ho fatto esattamente quello che deve fare un sindaco: nel momento in cui ricevo un atto ufficiale che riguarda un’area così strategica per la città, lo leggo e intervengo immediatamente. Non si tratta di interpretazioni o di polemiche, ma di atti».
«Nessuno sta dicendo che esista oggi un progetto definitivo - prosegue la nota di Tarasconi -, ma esiste un documento ufficiale che inserisce la Pertite in un programma nazionale per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. Ed è nostro dovere prenderlo sul serio. Per quanto ci riguarda, la posizione resta chiara: la Pertite deve diventare area verde. Se il ministro Foti intende rassicurare la città, tanto meglio - conclude la sindaca -. Ma proprio per questo è nostro dovere prendere sul serio i documenti ufficiali che riceviamo e agire di conseguenza».

