“I passi della Libertà” conquistano Piacenza: tantissimi in cammino nei luoghi della Liberazione

Successo per l'iniziativa di trekking urbano tra memoria, teatro e storia: un percorso partecipato nei luoghi simbolo della Resistenza per celebrare l’81° anniversario della Liberazione

Redazione Online
|3 ore fa
La tappa davanti alla prefettura - © Libertà/Ermanno Mariani
La tappa davanti alla prefettura - © Libertà/Ermanno Mariani
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Piacenza ha celebrato con grande partecipazione l’81° anniversario della Liberazione grazie all’evento “I passi della Libertà”, lo speciale trekking urbano “SL26” inserito nel calendario “Sentieri della libertà” del Museo della Resistenza Piacentina. Nel pomeriggio di oggi, domenica 26 aprile, tantissimi cittadini si sono ritrovati a Barriera Genova per prendere parte all’iniziativa gratuita che ha trasformato le strade cittadine in un vero e proprio archivio a cielo aperto.
Il percorso di 6,5 chilometri ha attraversato alcuni dei luoghi simbolo della Resistenza piacentina, accompagnando i partecipanti in un viaggio tra storia e memoria. La storica Iara Meloni ha guidato la contestualizzazione degli eventi, ricordando in particolare gli scontri sul Po e i 41 partigiani caduti, oltre a figure come Giorgio Gasparini e Giambattista Anguissola. Tra le tappe più significative, piazza Cavalli – dove parlò il comandante unico Emilio Canzi – e piazza Casali, teatro della sfilata della smobilitazione nel maggio 1945.
Momento centrale anche il passaggio davanti alla Prefettura, per sottolineare l’eredità politica e civile della Resistenza, con riferimento alle prime elezioni libere del 1946 e al ruolo pionieristico delle donne nelle istituzioni, tra cui la partigiana Medina Barbattini.
A rendere ancora più coinvolgente l’esperienza, è la dimensione performativa curata da Letizia Bravi insieme all’attore Riccardo Bursi: monologhi e dialoghi tratti da testimonianze reali allo scopo di dare voce ai protagonisti della lotta di Liberazione, con un’attenzione particolare alle staffette e alle figure femminili, come Rambalda Magnaschi. Il sound design di Leonardo Tedeschi ha accompagnato il pubblico lungo tutto il percorso.