Il bar si chiamerà La Ragazzetta. «Omaggio a Klimt e al territorio»
La scelta dei concessionari della cordata guidata da Monteleone Group ispirata alla celebre opera. Piacentini divisi

Marcello Pollastri
|2 ore fa

Si chiamerà “La Ragazzetta” il nuovo locale destinato a raccogliere l’eredità dell’ex Balzer poi diventato Barino, sotto i portici di Palazzo Gotico. L’inaugurazione è prevista per il 4 luglio, giorno del patrono Sant’Antonino. Il nome scelto dai nuovi gestori non è casuale: rappresenta un omaggio al territorio e alla vicenda artistica più celebre della storia culturale piacentina, quella legata al capolavoro di Gustav Klimt.
L’attività commerciale del bar-ristorante sotto il Comune rientra nella concessione integrata affidata dal Comune di Piacenza per diciotto anni alla cordata guidata da Monteleone Group, insieme alle società Food Evolution srl, Artemisia Srl e Diamaty srl. La gestione comprende non soltanto il bar, ma anche l’ufficio turistico Iat e il servizio di apertura del salone monumentale di Palazzo Gotico.
Per il nome, dunque, i nuovi gestori hanno scelto di mantenere «un forte legame con il territorio e con una delle opere d’arte che più hanno contribuito a portare Piacenza all’attenzione internazionale» spiegano. “La Ragazzetta” richiama infatti Backfisch, termine colloquiale viennese che significa appunto “ragazzetta”, il dipinto nascosto sotto la celebre “Ritratto di Signora” di Gustav Klimt.
La Signora ha una storia suggestiva. L’opera infatti non è dipinta, ma ridipinta. Nel 1996, grazie a una felice intuizione di una studentessa di liceo, Claudia Maga, si è scoperto che sotto la superficie della pittura si nascondeva un altro ritratto che si credeva perso. Claudia ci arrivò notando che il volto della Signora era uguale a quello dell’altro dipinto, riprodotto sulla monografia Rizzoli di Klimt. E fu merito dell’allora direttore del museo, Stefano Fugazza, e di Ferdinando Arisi, il direttore precedente, assecondare quell’intuizione, compiere tutte le ricerche del caso, indagini a raggi x comprese, per arrivare a dimostrare che era proprio così.
Il furto del dipinto risale al 1997, il suo ritrovamento nel 2019. Nella conferenza stampa dei gestori, fissata per il 4 luglio, verranno illustrati i dettagli della gestione.
La scelta del nome per il locale pubblico più iconico della città sta già suscitando numerose reazioni in città. Piacentini divisi tra favorevoli e scettici: diverse anche le lettere arrivate a Libertà per commentare la notizia.


