«Mi offrivano 60 euro per prostituirmi». Il no di Julia e la nuova vita a Piacenza

La storia dei una 26enne arrivata dallo Zambia: grazie al progetto Chance e alla cooperativa San Martino ha conquistato la propria indipendenza.

Marcello Tassi
|7 ore fa
L’affettuoso abbraccio di una collega alla ragazza di 26 anni che ha scelto di dire no alla prostituzione - © Libertà/Di Silvestro
L’affettuoso abbraccio di una collega alla ragazza di 26 anni che ha scelto di dire no alla prostituzione - © Libertà/Di Silvestro
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«Ho detto no. La prostituzione non è l’unica strada che posso percorrere». Julia, nome di fantasia, ha 26 anni, arriva dallo Zambia e vive a Piacenza da oltre due anni. Appena giunta in Italia, senza conoscere la lingua, si è trovata di fronte a chi voleva convincerla a prostituirsi in cambio di 50 o 60 euro. Ma ha rifiutato, decisa a costruirsi un futuro diverso.
La svolta è arrivata grazie al progetto “Chance - Rete per l’inclusione” di Cefal, che sostiene donne vittime di tratta e sfruttamento sessuale. Attraverso la cooperativa San Martino, Julia ha iniziato un tirocinio nel settore delle pulizie, poi trasformato in un'assunzione.
«Adesso ho un lavoro, guadagno e posso mantenermi», racconta. Ma non vuole fermarsi: il suo sogno è risparmiare abbastanza per studiare e diventare operatrice sociosanitaria. E magari tornare a cantare, come faceva con la sorella in Zambia.
«Vorrei restare a Piacenza, la città che mi ha offerto un’alternativa».

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