La foto che fa riflettere: un gesto d'amore osservato e fissato con rispetto

Gian Luca Rocco
|7 mesi fa

Via 4 novembre, Piacenza. Una strada che, negli ultimi mesi, è stata al centro, suo malgrado, della cronaca. Quella nera, quella che ci parla di risse, accoltellamenti, di una tredicenne morta dopo una caduta dall’ultimo piano, forse spinta (lo deciderà la giustizia) da un quasi coetaneo, il suo ex fidanzato. È proprio una ragazzina il trait d’union che lega questi fatti alla fotografia che vi mostriamo. Uno scatto che riempie gli occhi e il cuore, un distillato di vita che scorre e che fa riflettere.
Cartella più grande di lei sulle spalle, la piccola spinge la carrozzina con sopra un uomo, probabilmente il padre. Con naturalezza, con dolcezza, con la delicatezza di chi, nonostante la giovane età, è abituata a prendersi cura degli adulti. La foto è stata scattata, sempre per quel filo rosso che cuce eventi ed esistenze in misteriosi arazzi, da una diciottenne, Flavia Avdiu, che, in pausa pranzo, mangiava un panino in uno dei bar della zona. Incuriosita dalla scena ha deciso di immortalarla in questo scatto e in un piccolo video, decidendo di restare comunque un po’ lontana, in disparte.
Osservare con discrezione un gesto d’amore che merita di essere trattato con cura, con rispetto. Una strada, tre giovani donne, tre esistenze che per un attimo si legano e che ci ricordano, con la prepotenza che solo la vita a volte sa fare, come rincorriamo ogni giorno problemi inesistenti, come riempiamo le nostre giornate di compiti forse trascurabili, di come perdiamo tempo con la testa bassa su uno schermo mentre ad altezza occhi scorre, come in un film, la realtà. Una pellicola che a volte sembra così difficile da mettere a fuoco con tutte quelle incombenze che ci spezzano la schiena...
Eppure, forse, basta guardare quella bambina e quel gigante seduto, così diversi e così uguali nel prendersi cura l’uno dell’altra: lui che va a prenderla a scuola nonostante le difficoltà a muoversi, lei che, con naturalezza, lo spinge sulla strada del ritorno. Li fisso, mi viene in mente Aurora e mi vergogno di quelli che chiamo quotidianamente "problemi". Ci dimentichiamo troppo spesso quali siano davvero i pesi, i fardelli, le difficoltà che molti sono costretti ad affrontare. Grazie a Flavia, al suo obiettivo e alla sua prontezza di riflessi, oggi siamo obbligati a fare i conti con la nostra fortuna. Ma anche a fare una scorpacciata di vita e amore: e non è poco.

