Lavoro in montagna, 2 milioni dalla Regione ma i sindaci piacentini frenano: «Mancano persone, non incentivi»
Il bando offre fino a 15mila euro per nuove assunzioni nelle aree interne. Da Cerignale a Ferriere, Farini e Pontedellolio i primi cittadini chiedono misure per attrarre lavoratori e favorire il ricambio nelle attività
Paola Brianti
|1 ora fa

Il bando è della Regione Emilia Romagna
Due milioni di euro dalla Regione per incentivare le assunzioni nelle aree montane e interne, ma i sindaci piacentini accolgono il nuovo bando con scetticismo. La misura, al via il 12 ottobre, prevede contributi fino a 15mila euro per chi assume donne o over 45 che abbiano perso il precedente impiego.
A Cerignale la sindaca Fausta Pizzaghi ricorda che alberghi, locali e imprese potrebbero utilizzare gli incentivi, ma «il problema è trovare persone disposte a lavorare in montagna e poi case dove possano vivere».
Sulla stessa linea il sindaco di Farini Marco Paganelli: bar, casa di riposo e artigiani cercano personale, mentre molte attività rischiano di chiudere per mancanza di ricambio. «Servirebbe incentivare chi vuole subentrare e imparare un mestiere».
A Ferriere Carlotta Oppizzi contesta soprattutto il requisito della perdita di un precedente lavoro stabile, che rischia di escludere «giovani, precari e disoccupati» intenzionati a restare o tornare in montagna.
Dubbi anche da Pontedellolio. Per Alessandro Chiesa il bando sarà «poco o nulla partecipato»: il tessuto locale è composto soprattutto da piccole attività familiari, agricole e commerciali che raramente assumono dipendenti. Il rischio, per i sindaci, è dunque che gli incentivi non intercettino il problema principale: trovare persone disposte a vivere, lavorare e rilevare attività in montagna.

