Link truffaldini e la fretta che inganna: «Ricorsi, arbitri quando il danno c'è»

Walter Verardi (Polizia postale): «In un anno denunce e querele per 2 milioni di euro e recuperati 985mila euro»

Patrizia Soffientini
Patrizia Soffientini
|7 mesi fa
Link truffaldini e la fretta che inganna: «Ricorsi, arbitri quando il danno c'è»
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I soldi non dormono mai, le truffe nemmeno. E per quanto siano pochissime nell’insieme, uno zero, virgola altri zero, colpiscono duramente il portafoglio, l’autostima delle vittime e rompono un rapporto di fiducia con il sistema bancario. E senza fiducia il sistema va nei pali. Sono le premesse di Paola Ansuini (Dipartimento Tutela della clientela ed educazione finanziaria ndi Banca d’Italia) all’incontro in Banca d’Italia, nel bel Plazzo Mandelli, che viaggia fra armi di difesa a disposizione di cittadini e aziende e casi reali di truffe e frodi. Qui si impone una distinzione.
Ne parla Walter Verardi, responsabile della Sezione operativa della Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Piacenza, nella truffa c’è interazione fra truffatore e vittima, nella frode il danno avviene sul sistema bancario, sono rispettivamente normati dagli articoli 640 e 640 Ter del Codice penale. Il direttore della filiale di Piacenza di Banca d’Italia, Massimo Calvisi, nell’aprire i lavori mette l’accento su un tema che tornerà più volte: la fretta è una pessima consigliera, le truffe ci spingono a rispondere rapidamente, e cominciano i guai. Il questore Ivo Morelli fa notare che anche gli acquisti on line possono nascondere molte incognite, e anche le certificazioni a cui son sottoposte le aziende non ne vanno indenni, serve molta prevenzione.