Meno badanti e sempre più anziane. «Effetto preoccupante sulle famiglie»

L’allarme della Cisl dopo lo studio elaborato sui dati Inps. «Crollo delle lavoratrici domestiche in regola. Occorre intervenire»

Marcello Pollastri
Marcello Pollastri
|2 ore fa
Meno badanti e sempre più anziane. «Effetto preoccupante sulle famiglie»
1 MIN DI LETTURA
Piacenza invecchia sempre di più, ma le badanti regolari diminuiscono e sono a loro volta sempre più anziane. È il quadro che emerge dagli ultimi dati messi a disposizione dall’Inps, relativi al 2025 e rielaborati dalla Cisl Parma-Piacenza, che lancia un allarme sul futuro dell’assistenza domiciliare. Il rischio, sottolinea il sindacato, è che il tradizionale welfare familiare su cui da anni si reggono migliaia di famiglie non sia più in grado di rispondere alla crescente domanda di cura.
I dati Inps relativi al 2025 confermano il ridimensionamento del lavoro domestico regolare in tutta la regione e anche nel Piacentino. In provincia risultano 288.809 residenti, dei quali 74.297 hanno più di 65 anni, pari al 25,72% della popolazione, una delle quote più elevate dell’Emilia-Romagna. Parallelamente, le badanti regolarmente assunte continuano a diminuire rispetto agli anni precedenti, mentre cresce la loro età media: secondo le elaborazioni della Cisl Parma Piacenza, quasi una lavoratrice su tre ha ormai superato i 60 anni, segno di un settore che fatica a rinnovarsi proprio mentre aumenta la domanda di assistenza.
Il fenomeno presenta inoltre forti differenze territoriali. La presenza di assistenti familiari regolari si concentra soprattutto nel capoluogo, mentre le aree montane e collinari risultano ancora più scoperte. Nei comuni dell’Appennino, già interessati da anni di spopolamento e dall’aumento dell’età media, trovare una badante è sempre più difficile. Una situazione che rischia di favorire il ricorso al lavoro irregolare oppure di costringere le famiglie a valutare anticipatamente il ricovero nelle strutture residenziali.